Domenica, 25 Luglio 2021
S.M. Leuca

Arriva al Tar la battaglia di Legambiente per il Ciolo senza reti metalliche

Sul costone di roccia più famoso del Salento pende un progetto da un milione di euro per il consolidamento del Comune di Gagliano del Capo. Ma gli ambientalisti si oppongono, come già fatto con un esposto per un intervento analogo e complementare

GAGLIANO DEL CAPO – Contro i lavori di consolidamento del costone di roccia del Ciolo, deliberati nel dicembre  dal consiglio comunale di Gagliano del Capo, Legambiente presenta un ricorso al Tar di Lecce. I dettagli saranno resi noti domani nel corso di una conferenza stampa convocata dal presidente del circolo del Capo di Leuca, Valeria Ferilli.

Il tratto di costa interessato dal progetto che prevede l’apposizione di reti metalliche con tutto ciò che ne consegue, è classificato come sito di interesse comunitario e ricade nell’area del parco regionale  “Otranto – Santa Maria di Leuca e bosco di Tricase” Si tratta di un progetto da un milione di euro, finanziato con fondi Cipe, che fa il paio con quello da 500mila euro per il quale l’associazione ambientalista ha già presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Lecce. 

Anna Baglivo e Mario Tagliaferro, i giuristi che rappresentano le ragioni di Legambiente ritengono che “non vi è dubbio che le opere approvate e finanziate vanno nella direzione esattamente opposta alla valorizzazione naturalistica, paesaggistica e turistica delle aree da proteggere, oltre ad incidere sui livelli di biodiversità presenti che verranno completamente distrutti dalle previste operazioni di devitalizzazione delle vegetazione e imbracatura stretta delle rocce naturali. L’intervento, inoltre, altererà in maniera permanente la bellezza naturale dei luoghi oggetto di speciale protezione”.

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