Mercoledì, 27 Ottobre 2021
S.M. Leuca Castrignano del Capo

Intercettati al largo, maxi sbarco a Leuca: a bordo in 113

Sono pachistani scoperti al largo da una motovedetta della guardia di finanza. Scortati verso il porto salentino e attesi sul molo dai sanitari di Cri e 118. Anche due minori fra i migranti. Verifiche su due presunti scafisti

SANTA MARIA DI LEUCA – Erano stipati in centotredici su una barca non più lunga di 17 metri. Solcavano il mare a 13 miglia dalle coste italiane quando, questa mattina, una motovedetta del Gruppo aeronavale della guardia di finanza di Taranto navale, impegnata nell’operazione Frontex, li ha avvistati. Ed è iniziata l’avvicinamento.

La barca, un cabinato, deve essere apparsa subito sospetta ai militari. Reggeva con comprensibile fatica tutto il peso di oltre cento uomini a bordo. Le operazioni, su uno specchio d’acqua non certo favorevole, visto il vento di scirocco battente oggi, sono durate diverse ore e solo nel pomeriggio, verso le 16,30, la barca – sempre tenuta sotto scorta e con i finanzieri stessi al timone, dopo essere saliti a bordo - è approdata nel porto più vicino, quello di Santa Maria di Leuca. In queste fasi, è intervenuta in supporto anche la capitaneria di porto gallipolina.

E’ uno dei più grossi sbarchi degli ultimi tempi, nel Salento, e, almeno per quanto riguarda l’anno in corso, sicuramente il più consistente in un singolo viaggio. Lo supera, per quantità di trasportati, solo quello avvenuto l’ultimo dell’anno a Marina Serra, quando approdarono nelle ore notturne in 169.

“Eleni”, imbarcazione battente bandiera statunitense, è ora sotto sequestro mentre gli investigatori del pool antimmigrazione della procura stanno concentrando le indagini su almeno dueIMG-20170428-WA0064-2 soggetti: i sospetti scafisti. Per quanto riguarda i migranti, invece, sono stati attesi sul molo da un corposo dispiegamento di sanitari del comitato provinciale della Croce rossa italiana e del 118, ma anche carabinieri della compagnia di Tricase e agenti di polizia dei commissariati di Gallipoli e Taurisano. Visitati e rifocillati, saranno poi destinati verso l'hotspot di Taranto, essendo il centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto già pieno.  

A bordo, questa volta, nessuna donna. Solo maschi, che si sono dichiarati di nazionalità pachistana. Fra loro venti ragazzi, solo due dei quali, però, dovrebbero essere sicuramente minorenni (anche se tutti si sono dichiarati tali). Proprio questi ultimi due sono stati condotti in ospedale a Tricase, poiché trovati febbricitanti. Altri due adulti sono finiti a loro volta al “Cardinale Panico” per  problemi dermatologici agli arti. Bisognerà ora capire quale sia stata la rotta solcata. Solitamente, stando a quanto rilevato sempre più spesso, le partenze avvengono dalle isole greche.

Osservando i numeri dall’inizio dell’anno, la sensazione è che stia cambiando la tattica. Mentre prima arrivano fra le venti e le trenta unità a volta, dilazionate anche in più giorni, ora gli sbarchi sono meno frequenti, ma il numero di trasportati maggiore.

Basta guardare numeri e date: 3 febbraio, cinquantacinque; 9 febbraio, ottantanove; 10 aprile, settantacinque. Forse, un modo per cercare di non attirare troppa attenzione. I pattugliamenti in mare si fanno sempre più intensi, quindi le organizzazioni criminali devono limitare il numero di viaggi, aumentando quello dei passeggeri che prima veniva evidentemente spalmati in più tranche. L'importante, per chi gestisce questi traffici, è continuare a speculare sulla disperazione dei fuggitivi senza rimetterci un centesimo. 

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