Venerdì, 30 Luglio 2021
S.M. Leuca

Pagliaro apre un nuovo fronte: "Quattro corsie per la Gallipoli-Leuca"

L'esponente di "La Puglia domani" ha presentato in consiglio regionale una mozione. Il percorso interessato dalla proposta è di circa 40 chilometri

GALLIPOLI/CAPO DI LEUCA - Il capogruppo in consiglio regionale di "La Puglia domani", Paolo Pagliaro, ha promosso una iniziativa per il raddoppio della strada statale 274, che collega Gallipoli a Leuca. Si tratta di un percorso di circa 40 chilometri.

Le quattro corsie, attualmente, ci sono già solo nel tratto iniziale, tra Gallipoli e Taviano, dove negli anni Novanta sono stati fatti diversi interventi di ammodernamento, così come, più recentemente, è stata apportata una rettifica della curva all'altezza dello svincolo per Baia Verde.

Pagliaro si è detto convinto che "senza collegamenti moderni e sicuri, il Salento non può spiccare il volo come merita. Perciò non mi stancherò di sollecitare la Regione a rimediare a decenni di ritardi e disattenzioni nei confronti delle strade salentine. L'esponente del centrodestra ha presentato una mozione che impegna la Regione Puglia a investire il ministero dei Trasporti e l'Anas della questione "a tutela di tutti gli utenti di questa statale strategica, che consente di raggiungere l’estrema punta del Salento. Siamo stanchi di dover percorrere strade mulattiere, e di dover assistere al bollettino degli incidenti stradali”.

La proposta di ampliamento della 274, che segue la linea di conformazione del litorale, è destinata ad aprire un nuovo fronte perché si tratta di un intervento con una oggettiva ricaduta sul contesto paesaggistico. Del resto, non diversamente è accaduto per la statale 275, la Maglie-Leuca: il relativo progetto di ampliamento e rifacimento, che è ora al centro di una iniziativa politica di pressione per velocizzare lo scioglimento di tutti quei nodi che si sono accumulati nel corso del tempo e consentire l'avvio almeno del primo lotto, è stato lungamente avversato da un fronte composto da associazioni, ma anche da soggetti istituzionali, che lo riteneva sovradimensionato rispetto alle esigenze di viabilità e fortemente impattante sulle caratteristiche del territorio.

Una storia, quella, piena di punti molto oscuri, a partire da una gara per l'affidamento dei lavori che nel 2014 il Consiglio di Stato dichiarò viziata da "macroscopiche illegittimità", capovolgendo la posizione assunta dal Tar Lecce in primo grado. 

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