Domenica, 25 Luglio 2021
S.M. Leuca

Legge Severino: decade sindaco e il Tar conferma sospensione consigliere

Il provvedimento è stato adottato dal prefetto di Lecce, che ha applicato la discussa legge sulla incandidabilità per l'ex primo cittadino di Morciano di Leuca, Picci. E intanto il Tar conferma la sospensione per il consigliere comunale di Parabita Prete

MORCIANO DI LEUCA – Sospensione dalla carica di sindaco di Morciano di Leuca per Giuseppe Picci. Il provvedimento è stato adottato dal prefetto di Lecce Giuliana Perrotta, che ha applicato il decreto legislativo (31 dicembre 2012, numero 35) del testo unico sulla incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi.

sindaco-2-4E proprio la nota diramata questa mattina della Prefettura spiega che “il provvedimento è stato assunto a seguito della sentenza pronunciata dal gup presso il Tribunale di Lecce lo scorso 16 ottobre, con la quale Picci, 44 anni, avvocato, eletto per lista civica "Progetto democratico insieme” a giugno del 2004, era stata dichiarata colpevole di concussione. La carica di primo cittadino di Morciano di Leuca passa ora al vicesindaco Stefano Costantini. ?

Picci e il comandante della polizia municipale erano stati arrestati, a dicembre del 2011. I due avrebbero cercato, a partire dalla stagione estiva 2009, di costringere i gestori di un chiosco nella marina di Torre Vado (moglie, marito e figlia) a non produrre e vendere più crêpe, nonostante tale prodotto rientrasse nelle autorizzazioni ricevute. Il tutto sarebbe stato orchestrato per rispettare un impegno preso con i titolari di attività commerciali che preparavano e vendevano crêpe, che avrebbero sostenuto l'allora candidato sindaco Picci nella tornata elettorale del giugno 2009.

Intanto il Tar di Lecce ha rigettato il ricorso con il quale il consigliere comunale di Parabita Stefano Prete -condannato dal Tribunale di Lecce con sentenza del 23 maggio 2011 per abuso d’ufficio in concorso -, si era appellato al Tribunale amministrativo attraverso i suoi legali, sollevando la questione di legittimità costituzionale della Severino per eccesso di delega. Ma la prima Sezione del Tar di Lecce ha invece Prete, condannato seppur con sentenza non definitiva, deve essere sospeso di diritto dalla carica per  18 mesi.

La questione di diritto è stata discussa dinanzi al Tribunale amministrativo  dal difensore del Comune di Parabita dall’avvocato  Pietro Quinto, il quale ha sostenuto che la legge delega aveva attribuito al legislatore delegato il compito di “riordinare ed armonizzare” l’intera materia. Sicché – ha evidenziato il legale -  la espressa previsione del reato di abuso d’ufficio come causa di decadenza e di incandidabilità, contenuta nella legge di delega, attrae conseguenzialmente la sospensione per il medesimo reato, tenuto conto che l’istituto della sospensione del consigliere per sentenze non definitive afferenti i reati contro la pubblica amministrazione, era già nel testo unico della legge comunale. Al di là, dunque, del dato letterale, - ha concluso Quinto – è prevalente una interpretazione costituzionalmente corretta della legge delegata nel rispetto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza.

Nella stessa direzione il difensore della Prefettura, l’avvocato dello Stato Fernando Musio, che ha sottolineato le finalità dichiarate della legge Severino, tra cui quella di evitare l’inquinamento degli apparati pubblici. La sospensione è infatti una misura cautelare che non incide sulla presunzione di innocenza. Secondo Quinto, infine, la sentenza del Tar salentino per i principi affermati assume una portata di carattere generale applicabile a tutte le situazioni analoghe esistenti negli Enti sull’intero territorio nazionale.

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