S.M. Leuca

Ss275, Pro loco di Leuca: "Anas rispetti impegno con il territorio"

Una suddivisione in lotti funzionali, spiega il presidente, ha senso solo se si garantisce la realizzazione dell'intero tracciato

LECCE – La suddivisione in lotti del cantiere per l’ampliamento della Ss 275 è giustificabile solo se garantirà la realizzazione in tempi celeri dell’intero tracciato e non solo del tratto iniziale tra Maglie e Montesano Salentino.

E’ questa la premessa con la quale Vincenzo Corina, presidente della pro loco di Santa Maria di Leuca, auspica che Anas mantenga l’impegno con il territorio interessato da un’opera attesa e discussa dalla metà degli anni novanta.

La società di gestione della strade, in un recente incontro con le amministrazioni comunali dell’area, ha ribadito la volontà di procedere il prima possibile con il primo lotto, che poi è quello che non è stato mai oggetto di contestazioni particolari dal punto di vista dell’impatto paesaggistico.

E prima ancora, Anas, aveva deciso di annullare l’iter che faticosamente e in maniera contraddittoria si era sviluppato fino all’aggiudicazione della gara, in base agli esiti della giustizia amministrativa ma anche di una valutazione fortemente negativa del progetto e delle sue premesse da parte dell’Autorità Anticorruzione.

Il dibattito sull’opera nel corso degli anni si è sempre più polarizzato: tra i favorevoli al progetto per come concordato nel 2011 tra governo e Regione (l’allora ministro agli Affari Regionali, Fitto e il presidente Vendola) la pro loco di Santa Maria di Leuca per la quale il secondo tratto, da Montesano al Capo di Leuca, è “doppiamente necessaria” perché l’attuale strada attraversa cinque centri abitati ed è costellata di intersezioni e accessi privati.

“Tutto questo – scrive Corina - rappresenta una evidente criticità in tema di sicurezza stradale ma anche di vivibilità urbana per migliaia di residenti.  E’ giunto il momento di porre fine a questo estenuante ed improduttivo dibattito alimentato, spesso, da interessi particolari o campanilistici”.

Per Corina nemmeno l’esigenza di bonifica delle discariche interrate con scarti industriali rinvenute in alcuni punti del tracciato può rappresentare un motivo per frenare la realizzazione dell’opera “per la quale gli enti locali, gli operatori economici e le realtà più radicate dell’associazionismo si battono da 30 anni, dando voce alla stragrande maggioranza delle popolazioni residenti, dei pendolari e dei turisti”.

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