Lunedì, 2 Agosto 2021
S.M. Leuca

Proposta Csv Salento: “Un laboratorio di democrazia partecipata sul Ciolo”

Un'idea arrivata di Luigi Russo per evitare che il progetto di messa in sicurezza del costone diventi l'ennesimo esempio di deturpazione del territorio voluto dai tecnici per trovare insieme al Comune di Gagliano la via d'uscita

GAGLIANO DEL CAPO - Non si fermano le polemiche sul progetto di messa in sicurezza del costone del Ciolo, nel Comune di Gagliano del Capo. Un progetto da 1,5 milioni di euro che prevede l'inserimento di ben 2.100 tondini in acciaio nella parete rocciosa, lunghi 2-3 metri e del diametro di 4 cm, bloccato da piastre quadrate 15x15, per sorreggere 6mila metri quadrati di rete metallica.

Un computo formulato dai tecnici delle associazioni ambientaliste contrarie, come la stragrande maggioranza dei cittadini e degli stessi turisti, all'imbrigliatura di uno dei pezzi di roccia più suggestivi del territorio salentino. Una storia, quella del Ciolo, che aveva insospettito anche la Procura di Lecce con l’apertura di un fascicolo contro ignoti sul progetto con un ordine di esibizione firmato dai Pm Elsa Valeria Mignone e Antonio Negro.

Il Csv Salento, il forum terzo settore Lecce e l'associazione Sos Costa Salento, l'associazione “Salento Verticale” e tutte le altre realtà associative interessate, hanno proposto su iniziativa di Luigi Russo, presidente del Csvs e di “Sos Costa Salento” la realizzazione di un laboratorio di democrazia partecipata e trasparente sulla questione delle reti al Ciolo.

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