Notizie da S.M. Leuca

Due drammatici sbarchi in poche ore: tra i feriti un disabile. Presi due scafisti

Torna alta la soglia dell'attenzione nel Salento. Nel Capo di Leuca Croce rossa, carabinieri e finanzieri in movimento per tutta la notte per soccorrere una cinquantina di migranti fra San Gregorio e Leuca. Bloccato un semicabinato, due fermi. Casi di assideramento e feriti con lesioni e fratture

Lo sbarco di oggi a Leuca.

SANTA MARIA DI LEUCA – I numeri d’emergenza sembravano impazzire, la notte scorsa. Le chiamate, continue. Chi credeva che l’emergenza fosse stata in qualche modo arginata, almeno per quanto riguarda il Salento, si dovrà ricredere. La Croce rossa italiana, nella provincia di Lecce, ha celebrato i suoi “primi” 150 anni lavorando fino alle soglie dell’alba, in supporto di carabinieri della compagnia di Tricase prima e del reparto aeronavale della guardia di finanza di Bari poi.

I volontari hanno dovuto aiutare persone ferite e stremate da fame e sete, a causa di difficili e pericolose traversate fra le onde di un mare che in questo periodo può ancora essere impietoso. Cinquanta i migranti soccorsi, e in ben due distinti interventi. Fra loro, due individui sono sospettati di essere gli scafisti, i trafficanti di vite umane che intascano corposi compensi per le traversate, e per questo sono in stato di fermo.  

Dopo un prolungato silenzio, rotto da un singolo sbarco avvenuto il 26 aprile scorso (quasi un campanello d’allarme) il Capo di Leuca s’è risvegliato con due nuovi approdi, che hanno avuto esiti quasi drammatici.

Le rotte, negli ultimi mesi, sembrano sempre più virare verso la Sicilia, anche perché stanno cambiando i punti di partenza: sempre meno la Grecia, dove le forze di polizia hanno messo a segno un’offensiva contro gli odiosi traffici di esseri umani, sempre più spesso l’Africa settentrionale.

Quanto avvenuto nella notte, però, riporta a livelli di guardia la soglia dell’attenzione, perché non è affatto casuale che il gruppo si sia distribuito in due punti diversi del basso Salento. Un diversivo escogitato già in passato per disorientare i guardiani del mare. Partite sicuramente dallo stesso porto, le imbarcazioni si sono quindi suddivise una volta raggiunte le coste salentine.

Risale a mezzanotte circa il primo sbarco, segnalato ai carabinieri di Tricase nella marina di San Gregorio, territorio di Patù. I militari non hanno individuato imbarcazioni, ma hanno solo trovato trentanove disperati, tutti uomini, fra pakistani e afghani, appena scaricati davanti alla costa da un natante che aveva ormai ripreso il largo.

Fra loro, anche un ferito con una frattura a una caviglia, provocata dalla discesa dalla barca, che deve essere stata piuttosto concitata, e un altro giovane colto da malore. I feriti sono stati condotti presso l’ospedale “Panico” di Tricase, mentre gli altri migranti, radunati davanti alla caserma dei carabinieri di Giuliano di Lecce, frazione di Castrignano del Capo, sono stati poi trasportati in pullman presso il “Don Tonino Bello” di Otranto, centro di prima accoglienza.

ARRESTATI DUE SCAFISTI GRECI

Poco prima del sorgere del sole, però, ecco che c’è stata necessità di un secondo intervento. E questa volta, la vicenda è stata ancor più animata. Perché le motovedette del reparto aeronavale hanno intercettato e poi bloccato all’altezza di Novaglie, un semicabinato. A bordo altri undici uomini, fra pakistani, afghani e siriani. 

Il motoscafo è stato agganciato e trasportato presso il molo di Santa Maria di Leuca. E anche in questo caso il supporto della Croce rossa è stato fondamentale, per via di altri feriti. Stretti come sardine a bordo del motoscafo c'erano, fra gli altri, un ragazzo con un trauma a un piede, e altri due che presentavano un principio d’assideramento.

Fra questi, anche un giovane disabile, che è stato letteralmente sollevato al di fuori dal cabinato, non potendo muoversi ovviamente da solo, e trasportato insieme con gli altri in ospedale. I finanzieri, nel frattempo, hanno individuato due soggetti ritenuti gli scafisti, sui quali pende ora uno stato di fermo. Si tratta di due greci, di 43 e 49 anni. 

(Guarda il video dell'inseguimento in mare) 

L'operazione s'è svolta sotto l’egida dell’Agenzia Frontex (Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea). E' stato un velivolo estone, alle 3 di notte, a segnalare a circa 10 miglia nautiche da Capo di Leuca, lo scafo che si dirigeva a forte velocità e luci spente verso la costa. 

Le unità navali della finanza di Bari, che già erano nell'area, si sono fiondate verso il bersaglio. N'è scaturito un breve inseguimento che si è concluso poco dopo, quando un'altra vedetta, del corpo di Gallipoli, ha sbarrato letteralmente la via. Saliti a bordo, i finanzieri hanno subito individuato i due scafisti fra i migranti, e non è certo passato inosservato quel povero disabile, in condizioni pietose.

Il gruppo è arrivato in banchina intorno alle 5 del mattino. La posizione dei due greci è subito finita al vaglio della Procura. Il motoscafo è stato posto sotto sequestro. 

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