Mercoledì, 28 Luglio 2021
S.M. Leuca

Tornano gli sbarchi. E nel Capo di Leuca superate le cifre del 2011

Quarantasei migranti sono stati rintracciati a Leuca fin dalle prime ore del mattino dai carabinieri della compagnia di Tricase. Ci sono anche donne e minori. E i dati per la sola area del basso Salento segnano un trend in ascesa

Foto di repertorio.

SANTA MARIA DI LEUCA – Dopo i tre sbarchi di fila in appena due giorni, fra il 22 e il 23 novembre scorsi, tra Capo di Leuca e dintorni di Otranto, per una parentesi di quasi tre settimane, non si sono più avuti avvistamenti di migranti intorno alle coste salentine.

E’ stato con ogni probabilità il maltempo a porre un freno alle partenze clandestine dalle coste greche, perché, appena le condizioni meteo-marine l’hanno permesso, qualcosa s’è subito mosso. Quarantasei cittadini mediorientali, infatti, sono stati rintracciati questa notte, a partire dall’una circa, dai carabinieri dipendenti dalla compagnia di Tricase. Le ricerche sono durate fino alle 8 del mattino, quando anche l’ultimo migrante è tornato in mezzo al gruppo.

Un’avvisaglia della ripresa di traffici illeciti d’ogni tipo, via mare, si era avuta già nei giorni scorsi, quando gli agenti della forestale, in mezzo alla vegetazione delle Cesine, oasi naturale lungo la litoranea adriatica, in territorio di Vernole, avevano scovato 42 chilogrammi di marijuana, con ogni probabilità trasportati dall’Albania. Insomma, lungo le rotte che portano al Tacco d’Italia, i fenomeni criminali non si arrestano mai veramente.

Gli scafisti che, presumibilmente intorno a mezzanotte, hanno raggiunto le coste salentine, hanno agito quasi indisturbati, tanto che i migranti sono stati rintracciati nelle vicinanze del porto di Leuca, e non nei pressi di anfratti seminascosti. Così come sono arrivati, dunque, allo stesso modo sono ripartiti, senza lasciare traccia, a bordo di qualche rapida imbarcazione.

Piuttosto variegato il gruppo di persone rintracciate: sono afghani, siriani e iracheni. La maggior parte, maschi adulti, ma non mancano una donna e i minorenni (sei, di cui tre bambine). La donna adulta è la madre di un nucleo familiare presente, mentre tra le minorenni ci sarebbe una ragazzina di circa cinque anni, accompagnata da uno zio. Tutti in discrete condizioni di salute, dopo essere stati rifocillati, sono stati trasportati presso il centro d’accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto per le visite sanitarie e l’identificazione di rito, prima dello smistamento in uno dei centri Cara di Puglia. Qui ricevono l'assistenza dei volontari della Misericordia di Otranto.

Gli sbarchi clandestini nel Salento rappresentano una delle emergenze mai risolte alla radice. E la tendenza di quest’anno sembra rilevare già un picco, rispetto al 2011. Basti pensare che solo lungo le coste del basso Salento, indicativamente da Castro e fino a Pescoluse, circumnavigando il Capo, in tutto l’anno scorso, si erano contati mille e 346 individui approdati via mare, mentre, dal 1° gennaio 2012 e fino ad oggi, hanno toccato quota mille e 423. E si tratta, appunto, di dati parziali, che riguardano solo un’area della provincia di Lecce. Accorpando le cifre di altre zone dove, solitamente, si verificano sbarchi (Otranto, area delle Cesine,  marine di Ugento e di Nardò), il dato è destinato a levitare significativamente, dando un quadro  preoccupante del fenomeno.  

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