S.M. Leuca

Sbarcano nel basso Salento in piena notte. Due feriti tra i 38 pachistani

L'ennesima traversata si è conclusa sugli scogli di Novaglie, la marina di Gagliano del Capo. Il gruppo, composto da uomini, tutti maggiorenni, è stato trasferito al centro Don Tonino Bello di Otranto. Per un paio di migranti, lievi lesioni. Ricercati i due scafisti

I migranti durante i soccorsi

MARINA DI NOVAGLIE (Gagliano del Capo) – E’ risuccesso. Sono stati avvistati nella notte, quando non c’era neppure un piccolo squarcio di luce. Un gruppo di 38 migranti, di nazionalità pachistana, è approdato, presumibilmente intorno alle 23, sulle coste di Novaglie, la marina di Gagliano del Capo, dopo una sfiancante traversata.

Tutti di sesso maschile e maggiorenni hanno raggiunto a bordo di un potente gommone oceanico di colore grigio, lungo 12 metri, con due motori fuoribordo e proveniente dalla Grecia, l’ultimo lembo d’Italia nell’ennesimo viaggio della speranza che si è concluso con quei volti provati, segnati e stressati dalla stanchezza, stremati dall’umidità. Raggiunti dalle autoambulanze della Croce rossa, sono stati soccorsi dal personale della divisione emergenze provinciale, coordinata dal tenente Tommaso del Cuore, i quali hanno lavorato incessantemente fino alle 4 del mattino.

Per due di loro si è reso necessario anche il trasferimento presso l’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase, a causa di alcune lesioni, fortunatamente non gravi, agli arti inferiori, riportare durante il tragitto. Dopo essere stati rifocillati, sono scattate le operazioni di identificazione e l’intero gruppo è stato trasferito presso il centro “Don Tonino Bello” di Otranto, dai militari della guardia di finanza, in attesa di essere accompagnati presso le strutture dei Cara di Puglia.

Avvistata a circa 12 miglia dal Capo di Santa Maria di Leuca, mentre si dirigevano a forte velocità verso la riva, l'imbarcazione è stata tenuta sotto osservazione, da lontano e con discrezione, dai militari delle fiamme gialle. I due scafisti, giunti in prossimità della costa, nella si sono accorti della presenza delle unità navali, effettuando una serie di manovre estremamente pericolose per sottrarsi alla cattura. Non potendo riprendere il largo,  hanno quindi  lanciato il gommone verso terra, facendolo arenare e dandosi a precipitosa fuga, mentre i migranti hanno cercato di dileguarsi una volta raggiunta la terraferma. I due pericolosi malviventi sono ora ricercati su tutto il territorio circostante.

Con l'arrivo della stagione estiva e delle temperature più miti, il fenomeno, c'è da scommetterlo, tenderà ad acuirsi. Appena quattro giorni addietro, un gruppo di 32 persone, tra siriani e afghani, è approdato a Santa Caterina, la marina di Nardò, dopo un viaggio a bordo di una barca a vela di circa 10 metri. Tra i migranti, oltre ad intere famiglie, anche una dozzina di bambini. Gli uomini della guardia costiera, poco dopo lo sbrco, hanno rinvenuto un tender nei pressi del litorale, probabilmente utilizzato dagli scafisti durante la fuga.

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