Maglie

Caso Franite: "Piano regolatore si può cambiare, stop alla lottizzazione"

Il coordinamento per la tutela del territorio magliese rilancia la battaglia sulla difesa della contrada interessata da nuove edificazioni. Appello al sindaco: "Fermiamo d'urgenza questo scandalo e salviamo il parco naturale"

MAGLIE - Puntualizzazioni e chiarimenti sul caso della lottizzazione della zona Franite, l'area magliese, tornata di recente al centro delle cronache locali. Dopo che le dichiarazioni del sindaco Antonio Fitto, che ha chiarito di aver salvato il Viale delle Franite, grazie a questa scelta, arriva la risposta del "coordinamento tutela del territorio magliese" (composto da Arci Biblioteca di Sarajevo, Coordinamento civico per la tutela del territorio, Forum Ambiente e salute, Amici Movimento Cinque Stelle Maglie, Movimento La Puglia per Vendola Maglie, Partito Democratico Maglie, Per Cambiare Maglie, Sinistra Ecologia e Libertà Maglie, Tribunale diritti del malato Maglie, Unione di Centro Maglie, Wwf Terra d’Otranto, e numerosi cittadini).

"Il sindaco - precisano - mente. Il piano regolatore prevedeva già che l’80% del viale fosse salvo ed espropriabile, in quanto già parte del comparto destinato a parco urbano; mentre il restante 20% era anch’esso già tutelato come area di rispetto del menhir Croce Muzza (attorno al quale, come evidenziano gli stessi progettisti, è vietato costruire nel perimetro di cento metri)".

"Il sindaco sa di mentire - si legge nella nota degli ambientalisti - quando pubblicamente afferma che l’inosservanza del piano regolatore porterebbe l’amministrazione a conseguenze legali con i quattordici proprietari dei lotti. Il piano regolatore può essere modificato in ogni momento per seguire i mutamenti delle esigenze della popolazione, e nessun diritto nasce in capo ai proprietari dei terreni fino al momento in cui non viene stipulata la convenzione tra loro ed il Comune".

"Ad oggi - insistono -, non è sorto alcun diritto in capo ai proprietari e la modifica del Piano non porterebbe alcuna conseguenza legale per l’amministrazione. Il sindaco afferma il contrario perché ha già fatto una scelta precisa: salvaguardare l’interesse di pochi, non curandosi dello scempio delle nostre Franìte e del danno arrecato al bene comune".

Il coordinamento aggiunge che Fitto omette la verità anche "quando fa intendere che la cessione del Viale al Comune avverrà poi a titolo gratuito": "La cessione - puntualizzano -, stando al progetto, prevede invece, come contropartita, il sostenimento da parte del Comune degli oneri di urbanizzazione: noi magliesi per avere il Viale dovremmo pagare, al posto dei proprietari, con le nostre tasse, le strade, i parcheggi, le reti idriche, elettriche e fognarie attorno alle 36 villette della lottizzazione".

Gli ambientalisti chiariscono poi come Maglie sia cambiata, con una diminuzione negli ultimi decenni della popolazione rispetto alle stime di presunta crescita demografica. Pertanto, non sussisterebbe più quella necessità di edificare che aveva portato alla redazione del piano regolatore, che può essere sempre modificato dall'amministrazione: "Quando il sindaco - affermano - parla del parco che verrà, non può non considerare che un parco che prevede il verde da entrambi i lati del viale alberato è sempre e comunque preferibile ad un altro che prevede parcheggi, strade e villette a ridosso dei pini". 

"Accogliamo pertanto - rilanciano - la richiesta di adesione verbale e pubblica del sindaco al nostro coordinamento, per la missione che lo connota e che è nel suo stesso nome: Tutela del territorio magliese, una tutela che è tra i massimi doveri di chi amministra, come primo cittadino, un territorio. Pertanto, siamo certi si opererà d’urgenza verso il ritiro della lottizzazione dello scandalo in contrada Franite, per la massima valorizzazione di tutta la zona e del suo paesaggio, nella sua integrità, quale parco naturale".

Il coordinamento è a disposizione (indirizzo email territorio.maglie@libero.it) di tutti i cittadini che vorranno verificare i dettagli del progetto e rendersi conto personalmente dello stato dei fatti.

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