Maglie

Fermata la banda siciliana che spacciava soldi falsi nel Sud Italia

Decine e decine sono i casi segnalati. Nel Salento a Matino, Scorrano, Spongano, Muro Leccese, Otranto e Maglie. In quattro arrestati dalla guardia di finanza. Il leader del gruppo è ritenuto Antonino Liotta, 42enne di Adrano

CATANIA – Catania, Messina, Caltanissetta, Agrigento, Siracusa, Cosenza, Vibo Valentia, Catanzaro, Reggio Calabria, Bari, Taranto, Lecce e Brindisi. Erano queste le province in cui agiva il sodalizio retto da Antonino Liotta, 42enne di Adrano, cittadina in provincia di Catania (nella foto in basso), vecchia conoscenza delle forze dell’ordine siciliane. Un vero e proprio tour de force in buona parte del Meridione d’Italia per raggranellare soldi, grazie al cambio con banconote false. Nel dettaglio, sono Matino, Scorrano, Spongano, Muro Leccese, Otranto e Maglie le località salentine in cui qualcuno del gruppo si è recato negli ultimi mesi per mettere a segno vere e proprie truffe.  

A tagliare la testa dell’organizzazione ci hanno pensato i finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Catania, che questa mattina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Caltagirone su richiesta della Procura calatina, nei confronti di Liotta e altri tre soggetti. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla spendita di banconote false.

Truffavano piccoli esercizi di tutto il Sud

Liotta è ritenuto il leader del gruppo, è stato condotto in carcere. Altri tre presunti sodali si trovano ai domiciliari. L’attività investigativa è stata svolta dai finanzieri del Gruppo di Caltagirone. Le banconote false messe in circolazione, dal taglio di 100 euro.

gdf-2-11-2Le intercettazioni telefoniche hanno permesso di ricostruire le varie fasi attraverso le quali gli indagati spacciavano i soldi, prediligendo piccoli esercizi commerciali (negozi di ceramiche artistiche, ferramenta, lavasecco, enoteche, ottici, rivendite di generi alimentari e frutta, panifici, paninoteche, profumerie), possibilmente privi di dispositivi di controllo delle banconote o di impianti di video-sorveglianza.

Talvolta, tuttavia, neppure la presenza di dispositivi per il riconoscimento delle banconote false e l'attenzione prestata dagli esercenti hanno impedito che si consumassero i reati. In alcuni casi, i soggetti sono riusciti a persuadere i commercianti più cauti e sospettosi dicendo loro di essere appartenenti alle forze di polizia, ingenerando nelle vittime la fiducia che il denaro fosse legale. E, infatti, l’indagine trae origine proprio dalla denuncia di uno di questi commercianti che aveva ricevuto banconote false per il pagamento della merce acquistata da uno degli arrestati spacciatosi come appartenente alla guardia di finanza.

Un 22enne denunciato più volte nel Salento

I finanzieri catanesi non hanno divulgato le generalità degli altri arrestati, ma è chiaro che fin troppi elementi riconducono ai tanti casi avvenuti in provincia di Lecce fra novembre e dicembre, in provincia di Lecce, e riportati nelle cronache, in cui spesso e volentieri protagonista è stato tale G.L., 22enne di Adrano, che in qualche occasione si è finto carabiniere.  

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