Venerdì, 23 Luglio 2021
Maglie

Guerra di maggioranza sul teatro Moderno di Maglie

I partiti della maggioranza amministrativa contro l'ex senatore Chirilli, che ha espresso contrarietà alla privatizzazione del Teatro. Una frattura interna, su cui dovrà agire il sindaco Antonio Fitto

Il Municipio di Maglie in piazza Capece-4

Tempi faticosi per il centrodestra di Maglie e per l'amministrazione guidata dal sindaco, Antonio Fitto. Piovono grane dal cielo. Sì, perché da ormai dieci giorni, la città è ostaggio di una querelle politica tutta interna alla maggioranza. Indici puntati da tutte le forze politiche del centrodestra contro Francesco Chirilli, l'ex sindaco centrista, "reo" di essersi detto contrario alla trasformazione in multisala del cinema teatro Moderno, di proprietà comunale in fase di ristrutturazione, affidato in concessione a privati. Una sostanziosa presenza della maggioranza insorge contro le argomentazioni "strumentali" di Chirilli che ostacolerebbero l'azione amministrativa in un momento già piuttosto complesso; gli alleati rincarano la dose su Chirilli, definendolo l'«uomo per tutte le stagioni che sullo stesso argomento prima è a favore e poi si pronuncia contro».

Ma quali gli appunti della discordia? Gli appunti sarebbero di ordine tecnico e riguardanti le superfici e le cubature, calcoli su cui al momento della sanatoria nessuno ha battuto ciglio. Nessuno, tranne appunto Chirilli, che ribattendo ai suoi "amici" oppositori, risponde di aver sempre garantito sostegno al sindaco anche in occasione di "provvedimenti duri" quale l'innalzamento eccezionale della pressione tributaria a carico dei cittadini. Chirilli spiega: "Il tentativo di mettere sotto accusa la linearità dei miei comportamenti rafforza quell'idea di continuare a percorrere la strada che ha come obiettivo il bene comune".

Ed entrando nel vivo della polemica, Chirilli controbatte: "Osservazioni di carattere tecnico giuridico e non politico hanno connotato la mia azione con lo scopo unico di avviare un ripensamento sui lavori che hanno interessato il Teatro Moderno. Un progetto su di un bene di interesse storico che avrei voluto discutere con i miei alleati piuttosto che affidarlo per venti anni ad una gestione privata. Per me sostenere l'Amministrazione è l'adempimento di un impegno da esplicare a vantaggio del pubblico e non del privato interesse; anche a costo di apparire "scomodi". In questo senso penso sì di essere uomo che "in tutte le stagioni" ha dato prova di affidabilità e di serietà, mettendo al riparo l'Amministrazione da fatti incresciosi che ne minassero l'immagine e la credibilità". Non sembrano pensarla così i suoi alleati che hanno chiesto l'intervento del sindaco, affinché faccia chiarezza sulle posizioni dell'ex senatore.


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