Venerdì, 30 Luglio 2021
Maglie

La Caritas di Otranto vicina a papa Francesco nella sua visita a Lampedusa

Con una nota di don Maurizio Tarantino, la realtà diocesana idruntina si unisce al pontefice, per esprimere solidarietà agli immigrati morti nella traversata del Mediterraneo: "Stimolo per civiltà d'amore nella giustizia e pace"

@TM News/Infophoto

MAGLIE - La Caritas diocesana di Otranto si unisce a Papa Francesco che, lunedì prossimo, visiterà l’isola di Lampedusa, per esprimere vicinanza e solidarietà ai tanti immigrati morti nella traversata del Mar Mediterraneo e per quanti sono riusciti a raggiungere la riva e sono in attesa di  veder riconosciuto il diritto all’asilo politico e alla protezione internazionale.

"La Caritas Idruntina sente particolarmente questa iniziativa del Santo Padre - spiega il direttore don Maurizio Tarantino - essendo impegnata dal 1991 nell’accoglienza di tanti uomini, donne e bambini sbarcati sulle nostre coste".

Lunedì mattina alle ore 9, presso la cappella del Centro di ascolto diocesano di Maglie in via C. Battisti 7 si unirà, con la celebrazione di una Santa Messa per i profughi e gli esuli, alla preghiera del Papa. Il luogo scelto per la celebrazione è il simbolo della vicinanza e della prossimità che la Chiesa di Otranto esprime a tanti poveri che bussano alla porta del Centro per chiedere aiuti materiali, ma anche per essere ascoltati e indirizzati.

"La crisi economica - chiarisce don Maurizio - sta moltiplicando le richieste. Il centro è anche la sede dello Sportello giuridico per immigrati dove tanti nostri fratelli stranieri sono aiutati a prendere coscienza dei loro diritti e dei loro doveri, soprattutto in materia di asilo, protezione umanitaria,  ricongiungimenti familiari e nella legislazione in materia di lavoro".

La celebrazione eucaristica di lunedì sarà per i volontari e per quanti vorranno unirsi alla preghiera, il modo per dire la comunione con il successore di Pietro e la gioia di una Chiesa che, secondo l’insegnamento di Papa Francesco, abita le periferie esistenziali degli uomini perché a nessuno venga tolta la speranza: "Pensare a quanti sono morti di speranza nelle acque del Mediterraneo - conclude - diventerà per tutti noi ulteriore stimolo a costruire la civiltà dell’amore nella giustizia e nella pace".

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