Mercoledì, 23 Giugno 2021
Maglie Via San Nicola

Ore 5, attentatori in azione: spaccata e fiamme nel negozio di moda e danni al fast-food

Carabinieri e vigili del fuoco al lavoro prima dell'alba per due gravi episodi. A Maglie malviventi hanno sfondato la vetrata di "Charme Canaris", ma senza rubare: hanno cosparso il locale di benzina e messo fuoco. Nel capoluogo, terzo atto vandalico in un solo anni danni del "Rista" di via San Nicola

Operai al lavoro nel negozio di Maglie.

LECCE – Ore 5 del mattino, a Lecce e Maglie gli attentatori passano all’attacco. Potrebbe persino apparire un’azione coordinata, ma ovviamente non è così: che gli episodi si siano verificati entrambi pressappoco alla stessa ora è solo una coincidenza.

Quel che è certo, per vigili del fuoco e carabinieri, quando ancora non era sorta l’alba, c’è stato da lavorare, e non poco. Soprattutto a Maglie, in via Vittorio Veneto, dove ignoti hanno sfondato la vetrata del negozio d’abbigliamento “Charme Canaris”, ma non con l’intenzione di rubare, quanto di provocare più danni possibili. Non bastassero cristallo in frantumi e montante piegato dalla forza dell’impatto, infatti, hanno cosparso l’ingresso di benzina e poi hanno dato fuoco.

Molto più lievi i danni a Lecce, fra via San Nicola e il tratto terminale di viale Calasso, quasi all’altezza dell’Obelisco. Qui, qualcuno, usando sempre liquido infiammabile, ha appiccato un rogo, che però non s’è esteso, all’altezza di una delle ruote del fast-food ambulante “Rista da Aldo ed Edoardo”. Un fatto che sarebbe passato quasi del tutto inosservato alle cronache, se non fosse per un circostanza: per quella roulotte, gestita da due fratelli di origine albanese, si tratta del terzo atto vandalico subito nel giro di un solo anno.  

L’episodio più eclatante, come anticipato, è quello di Maglie, dove spesso, negli ultimi tempi, si sono verificate “spaccate”, ma sempre con l’obiettivo di saccheggiare i negozi. In questo caso, invece, l’intera vicenda assume una connotazione diversa, forse persino più inquietante. La merce non è stata portata via, o, almeno, non sembra che manchi nulla. Chi ha agito aveva "solo" l'intenzione di provocare distruzione. 

I carabinieri della compagnia locale, coordinati dal capitano Luigi Scalingi, possono solo dedurre come sia stata avviata l’azione, giacché non vi sono telecamere. Si presume, dunque, che i malviventi siano arrivati sul posto – nel pieno cuore della città che ha dato i natali allo statista Aldo Moro – con un’auto, usandola come ariete per abbattere la vetrata. Una volta all’interno, quindi, hanno cosparso di benzina il pavimento, accendendo il fuoco che ha provocato danni ad alcune suppellettili e annerito pavimento e soffitto. La loro fuga è stata poi veloce come il vento.

Il trambusto ha ovviamente destato i residenti, che, viste le fiamme, hanno composto i numeri d’emergenza. In via Vittorio Veneto si sono fiondati così sia i vigili del fuoco del distaccamento locale, che hanno spento il rogo, sia i militari, per avviare le indagini. Il gestore del negozio, un giovane commerciante di 28 anni, non ha saputo fornire indicazioni utili. A suo dire mai subite minacce, ricatti, richieste estorsive. I capi d’abbigliamento, collocati accanto alle pareti, si sono salvati. L’intervento dei pompieri è stato quindi provvidenziale. Nondimeno i danni sono notevoli e ammontano a diverse migliaia di euro.   

Tutto questo mentre, quasi negli stessi minuti, a 30 chilometri di distanza, ai margini del centro storico del capoluogo, altri carabinieri e vigili del fuoco si precipitavano verso il fast-food posizionato all’imbocco del viale che conduce verso il cimitero. Qui, qualcuno ha cosparso di benzina le ruote posteriori della parte retrostante della roulotte, quella meno esposta rispetto al traffico del viale che conduce verso l'ateneo.

In realtà, un danno minimo, perché la carrozzeria è stata appena intaccata ed è rimasta affumicata, ma la vicenda è da approfondire con molta attenzione. Il “Rista”, infatti, ha subito un danneggiamento pressoché identico verso la fine del giugno scorso, mentre, nel settembre del 2013, le fiamme provocarono danni decisamente più seri, arrivando a divorare tutta la parte anteriore del mezzo e diverse sedie di plastica ammonticchiate accanto. E la frequenza con cui si stanno avvicendando gli attentati, indipendentemente dall'entità reale dei danni, basta da sola a generare una certa apprensione.  

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