Maglie

Museo del patrimonio industriale: via all'allestimento nell'ex fabbrica "Fratelli Piccinno"

Aggiudicato l'appalto per mezzo milione di euro ad un'associazione temporanea di imprese. L'edificio è stato restaurato con il finanziamento della Regione Puglia

L'immobile che ospiterà il museo, a Maglie.

LECCE – L’appalto per l’allestimento del Museo del patrimonio industriale di Maglie è stato assegnato, per un importo di circa mezzo milione di euro, all’associazione temporanea di imprese composta da Ett di Genova, Space di Prato e la locale Orione, agenzia di comunicazione (con il coordinamento e la supervisione dell’architetto Raffaela Zizzari).

L’immobile, di proprietà del Comune, si trova in centro tra le vie Vittorio Emanuele, Giulio De Giuseppe e Giacomo Matteotti. Nel 2003, con decreto legislativo, è stato dichiarato sito di interesse rilevante per le sue peculiarità archeologico-industriali.

Nel 1863 vide l’apertura della “Maison Piccinno”, fabbrica per la produzione artigianale di mobili suddivisa in nove sezioni, con una settantina di operai impiegati. Con l’avvento del fascismo gli “Stabilimenti di Ammobigliamento e Decorazione” diventarono “Premiata Industria Nazionale”, ma un incendio di natura dolosa portò nel 1926 l’azienda al dissesto e l’allontanamento dei dipendenti, alcuni dei quali si organizzarono autonomamente con proprie botteghe nelle quali continuarono a creare mobili di grande qualità. L’edificio fu successivamente trasformato in un magazzino dell’Agenzia Coltivazioni Tabacchi fino alla definitiva dismissione, nel 1995.

Al termine delle operazioni di allestimento, si potrà procedere con l’apertura al pubblico. I lavori di ristrutturazione, per 2 milioni di euro, sono stati finanziati dalla Regione Puglia. Il Museo del patrimonio industriale, nato dalla collaborazione tra il Comune e l'architetto Antonio Monte (vicepresidente nazionale Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale, CnrIbam) nell'ambito di un progetto complessivo di valorizzazione del Patrimonio Archeoindustriale di Terra D'Otranto, punta a divenire un luogo di identità e di coesione territoriale, di accumulazione di memoria, di recupero di tradizioni produttive e di antichi mestieri, secondo un orientamento incentivato anche dalle politiche dell’Unione Europea.

Nell’edificio, che occupa una superficie coperta di oltre duemila metri quadrati, ci saranno una sala virtuale per richiamare il percorso della memoria delle attività produttive di Terra d’Otranto (l’industria alimentare, manifatturiera, estrattiva, le infrastrutture di trasporto e servizio, l’industria oggi), una sala dedicata alla città di Maglie e le attività produttive in cui troveranno spazio testimonianze delle aziende olearie, vinicole, della pasta, dell’attività dolciaria e dell’artigianato del legno e del mobile.

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