Maglie

"Operazione Sacro Cuore": inchiesta chiusa, salgono a ventuno gli indagati

Le indagini partirono dal furto avvenuto nell'omonima chiesa del magliese e proseguirono scoprendo una presunta organizzazione dedita al traffico di stupefacenti, con clienti fra noti professionisti e facoltosi commercianti della zona

LECCE – Sono ventuno i provvedimenti di conclusione delle indagini preliminari notificati nell’ambito dell’operazione denominata “Sacro Cuore”. Le indagini sono partite dal furto avvenuto nell’omonima chiesa del magliese. L’attività investigativa dei carabinieri, coordinati dal maggiore Andrea Azzolini, portò al ritrovamento della refurtiva e all’arresto di Pantaleo Esposito, Luigi Polimeno Luigi e Stefano De Iaco.

Furono undici, invece, le ordinanze di custodia cautelare eseguite nei confronti di altrettanti individui, ritenuti responsabili dello smercio di cocaina e marijuana. Si tratta di Andrea Santese, 35enne, dal mese di agosto gestore del bar “Gemelli” e già noto alle forze dell’ordine; Michele Iodice, 30enne disoccupato, anch’egli noto; Salvatore De Donno, conosciuto come “Gnefu”, cameriere 25enne; Giorgio Piccinno, detto “Bambi” volto noto ai militari, 24enne titolare di una pizzeria di Maglie; Vito Manta, 40enne brindisino, già detenuto; Domenico Tunno, 25enne, conosciuto alle forze della polizia; Diego Gabrieli, 25enne disoccupato; Melanie De Donno, 20enne, contitolare del Bar “Gemelli”, Davide Coluccia, detto “Pisca”, disoccupato 29enne di Bagnolo del Salento; Dario Coluccia, anch'egli detto "Pisca", 23enne di Bagnolo del salento e Pasquale Montefusco, gommista 22enne di Muro Leccese. A loro si sono aggiunte altre dieci persone indagate in stato di libertà.

Nel corso del blitz furono sequestrati 40 grammi di cocaina, per un valore di circa 4mila euro e di ulteriori 160 di marijuana. Secondo l’ipotesi accusatoria l’organizzazione, diramata tra i comuni del comprensorio magliese, faceva capo alla figura di Santese. Quest’ultimo – che durante la gestione della caffetteria, avrebbe ceduto droga in cambio di prestazioni sessuali - si avvaleva di due stretti collaboratori: Iodice e Tunno, procacciandosi lo stupefacente nella zona di Brindisi.

Manta, infatti, era il suo referente per l’approvvigionamento della merce da immettere sul mercato. Il legame tra i vertici locali e il versante brindisino, anche attraverso i contatti con il clan “Leo”, è stato accertato in seguito a numerosi incontri avvenuti quasi sempre a Maglie e concluso, ai fini investigativi, con l’arresto di Luca Giannone, uomo vicino ad Andrea Leo (arrestato con l’operazione Augusta), trovato in possesso di una pistola con matricola abrasa e  oltre un grammo di cocaina, assieme a due bilancini di precisione.

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