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Rapina da 40mila euro: fermati in quattro. Giravano nel meridione in cerca di prede facili

Tre donne e un uomo di etnia rom fermati per il colpo messo a segno a settembre in casa di due anziane ultraottantenni. Ma il sospetto è che siano autori di più episodi. Si spostavano da Roma con cacciaviti e chiavi. E ieri sono stati bloccati a Mottola, in provincia di Taranto

MAGLIE – C’è la rapina, e che rapina: bottino da 40mila euro. E c’è di più. Molto di più. E’ forte e lecito il sospetto che i quattro soggetti arrestati nelle scorse ore dai carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Maglie siano stati autori di una serie di colpi in diverse zone d’Italia.

Come base operativa c’era Roma. Dalla capitale, poi, si spostavano specialmente nel Sud Italia, a caccia di prede facili. Vale a dire, abitazioni vuote o persone deboli e incapaci di difendersi. Proprio come le due anziane sorelle di 81 e 85 anni che, a settembre, hanno subito una vera e propria spoliazione dei beni, i soldi messi da parte in una vita.

Tutto questo emerge dalle indagini condotte dai militari della compagnia magliese, comandata dal capitano Luigi Scalingi. Ci potrebbero quindi essere a breve nuove imputazioni, a carico di Dido Georgievic, 29enne, Elisabetta Nikolic, 30enne, Michela Nikolic, 21enne, Yelenia Federici, 31enne, tutti di etnia rom, fermati ieri con il supporto delle compagnie di Monopoli, Gioia del Colle e Massafra.

Già, perché, se nel corso delle indagini i carabinieri salentini sono riusciti a ricostruire in un lasso di tempo piuttosto breve la loro identità grazie anche a una serie di preziose testimonianze, nel frattempo il quartetto ha continuato nel suo girovagare per la penisola. E così, quando è partito l’ordine di cattura, i carabinieri di Maglie si sono appoggiati ai colleghi di altre zone della regione per seguirli e bloccarli: neanche farlo apposta, proprio ieri erano ritornati alla carica in Puglia.        

Le quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Lecce, Vincenzo Brancato, su richiesta del pm Roberta Licci. E la rapina di cui rispondono risale al 10 settembre scorso. E’ avvenuta, come detto, presso l’abitazione di due sorelle ultraottantenni.

Quel giorno tre donne, con il volto scoperto, si sono introdotte all’interno con un espediente piuttosto semplice: si sono presentate come colf in cerca di occupazione. “Facciamo pulizie per pochi euro”. E alla fine di “pulizia” ne hanno fatta eccome, razzolando tutto il contante custodito in casa, dopo aver immobilizzato le malcapitate, rinchiudendole in cucina. I soldi, come spesso accade, erano in una stanza da letto.

Dopo la rapina, le tre donne si sono allontanate a bordo di un’Opel Meriva. L'auto, si sarebbe scoperto a breve, era condotta dal complice maschio, Dido Georgievic. L’identificazione dei quattro per opera dei carabinieri è avvenuta anche grazie ad alcuni testimoni. Il Nucleo operativo, reparto diretto dal tenente Rolando Giusti, ha ottenuto da questi la targa dell’auto, vista allontanarsi in fretta dal luogo del misfatto.

Grazie all’incrocio dei dati nelle banche dati delle forze di polizia, i carabinieri sono riusciti ad arrivare a loro dopo qualche giorno, scoprendo il domicilio capitolino. Fondamentali nella definizione del quadro sono state anche le minuziose descrizioni fornite dalle vittime.

Con i tabulati telefonici, inoltre, è stato possibile anche definire il modus operandi, e cioè capire quanto già anticipato: da Roma i quattro raggiungevano regioni meridionali, spesso proprio la Puglia, dove si presume che attraversassero i vari comuni alla ricerca dell’abitazione da colpire.

FullSizeRender-34-18Data la mole di prove acquisite per il fatto di Maglie, la Procura leccese ha emesso a loro carico le ordinanze di custodia cautelare in carcere e, per consentire l’arresto, è stato richiesto all’autorità giudiziaria il tracciamento delle utenze telefoniche in uso a Georgievic, le due Nikolic e  Federici. Ma, come detto, è probabile che le indagini porteranno alla scoperta di altri episodi. 

A ogni modo, ieri, finalmente, le manette. Localizzando le celle dei loro telefoni, si è scoperto che i quattro erano partiti da Roma il 14 dicembre, arrivando in serata a Bari. Dopo il pernottamento nel capoluogo pugliese, il mattino successivo hanno iniziato il loro itinerario, si può immaginare più per affari che turistico, dirigendosi verso sud. E’ iniziata quindi la ricerca coordinata dalla compagnia di Maglie, con l’ausilio dei miliari di Monopoli, Gioia del Colle e Massafra.

Dopo aver percorso svariati chilometri, passando da Conversano, Castellana Grotte, Putignano e Gioia del Colle, sono arrivati a Mottola. E qui una pattuglia del Nucleo operativo di Maglie, che ormai braccava l’autovettura da ore (nell'occasione, una Fiat Idea) li ha intercettati nei pressi della stazione ferroviaria. Qui, con i colleghi dell’Arma locale, i quattro sono stati bloccati e condotti in caserma, dov'è avvenuta la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Sono stati così trasferiti presso la casa circondariale di Taranto.

Tra le tre donne arrestate, una è anche in gravidanza al settimo mese, situazione che non ha counque interferito con l’esecuzione della misura cautelare, come stabilito dai sanitari dall’ospedale di Taranto. A riprova che con quest’intervento, non solo si sono messi al sicuro gli autori della rapina di Maglie, ma si è anche prevenuto qualche altro colpo imminente, il fatto che addosso agli indagati, durante le perquisizioni, siano stati trovati e sequestrati un cacciavite e un mazzo costituito da sei chiavi di forma diversa, adatte all’apertura di cassetti, credenze e armadi. Oltre a questi strumenti, avevano anche a denaro contante per alcune centinaia di euro.

E, a proposito di anziani: i carabinieri della compagnia di Maglie, proprio in questi mesi, stanno portando avanti una campagna di prevenzione sui reati commessi nei loro confronti. Proprio oggi, tra l'altro, alle 16 si è tenuto un incontro a riguardo presso il Palazzo del Principe a Muro Leccese in collaborazione con l'assessorato alle Politiche sociali.

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