Sabato, 25 Settembre 2021
Maglie Maglie

Sorpresa a Maglie: dal Comune "no" alla Regione Salento

Il consiglio comunale magliese, quasi all'unanimità, ha respinto la richiesta di un referendum per la regione autonoma: nel feudo del ministro un'evoluzione significativa. Fitto spiega le ragioni

MAGLIE - Un "no" per certi aspetti sorprendenti al referendum sulla Regione Salento, in quanto arriva dal consiglio comunale di Maglie, il "feudo" politico del ministro Raffaele Fitto. Un segnale, quindi, forte dai rappresentanti del territorio del leader del centrodestra pugliese ad una battaglia, che, secondo i pareri dei più, sembrava potesse ricevere maggiore accoglienza proprio in una certa direzione politica.

Ma al di là di queste valutazione, è il primo cittadino magliese stesso, Antonio Fitto, a motivare le ragioni, che hanno spinto l'assise, nella seduta di ieri, a deliberare quasi all'unanimità (con un solo voto contrario) di non aderire alla proposta del Movimento Regione Salento per l'indizione del referendum sulla istituzione della regione autonoma: "Due - dichiara -, fondamentalmente, le considerazioni che hanno portato i consiglieri ad esprimere questo voto".

"Innanzitutto - precisa -, al fine della concreta sostenibilità e attuabilità dell'iniziativa, il Consiglio comunale ha ritenuto che ostano motivazioni di ordine finanziario in quanto l'attuale congiuntura e le note ristrettezze dei bilanci del settore pubblico allargato, dalla sede locale a quella regionale e nazionale, non consentono, al momento, aggravi di spesa per funzioni comunque ad oggi assicurate".


In secondo luogo, i consiglieri, secondo quanto racconta Fitto, hanno valutato che i tempi ordinariamente previsti per la realizzabilità dell'iniziativa, comunque non consentono neppure una coincidenza con la tempistica necessaria per la maggiore fruizione rispetto all'attuale da parte del territorio locale, delle risorse comunitarie rinvenibili dal cosiddetto "corridoio 8" e "che , invece, certamente tutte le maggiori spese necessarie per l'attuazione ed il mantenimento dell'iniziativa dovrebbero essere sostenute dalle risorse del territorio interessato, già insufficienti".

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