Notizie da Maglie

Ss275, dopo quindici mesi si scioglie il presidio: "Fiducia nella giustizia"

Giovedì scorso, davanti al Consiglio di Stato, una udienza fondamentale per l'aggiudicazione dell'appalto. La sentenza non prima di un mese

SCORRANO - In attesa della sentenza del Consiglio di Stato, attesa non prima di un mese, il comitato spontaneo dei lavoratori della Ss 275 ha deciso di sospendere il presidio che ogni domenica, da 450 giorni, sfociava ogni domenica mattina in un temporaneo blocco stradale, all'altezza di Scorrano. 

Giovedì scorso, a Roma, sono stati discussi congiuntamente, davanti ai giudici della Quinta Sezione, i ricorsi delle imprese Matarrese-Palumbo per l'annullamento dei provvedimenti che hanno determinato nel corso del tempo l'esclusione delle due aziende e l'azzeramento di tutta la procedura, e della società Integra contro l'annullamento dell'aggiudicazione fatto da Anas in autotutela. Non resta quindi che attendere una sentenza che potrebbe essere dirimente così come lo fu quella del luglio del 2014 quando il Consiglio di Stato rilevò "macroscopiche illegittimità" relative alla procedura di gara, portando dal quarto al primo posto in graduatoria il consorzio Matarrese-Palumbo.

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"Attendiamo fiduciosi il verdetto perché crediamo nella giustizia e crediamo in un futuro migliore per tutto il sud Salento. E ribadendo ancora una volta che l'unione fa la forza, non resteremo tutti uniti in attesa di conoscere la nostra sorte". I lavoratori fanno capo proprio alla Palumbo, estromessa poi dalla seconda aggiudicazione per una vicenda di polizze fideiussorie false (ma la Matarrese, impresa capofila, si dice vittima di un raggiro). Sta di fatto che alla luce di una inchiesta penale partita dalla procura di Brescia e dell'istruttoria redatta dall'Autorità Anticorruzione, Anas ha deciso di annullare la procedura faticosamente portata avanti. In questo modo i lavoratori che dopo la sentenza del luglio del 2014 erano oramai sicuri di poter essere impiegati sui cantieri da Maglie al Capo di Leuca, sono rimasti tagliati fuori insieme alle aziende cui fanno riferimento. E da lì è partita la protesta durata quindici mesi.

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