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Statale 275 Maglie-Leuca: "no all'appalto unico"

Dario Stefàno, presidente de La Margherita alla Regione, scrive a Vendola: "Per contribuire allo sviluppo economico del Salento è importante che ai lavori possano concorrere più imprese locali"

Dario Stefàno, presidente de La Margherita alla Regione dice "no" all'appalto unico per i lavori di ammodernamento della statale 275 Maglie - Santa Maria di Leuca. E' questa l'ipotesi verso cui sembrerebbe orientata l'Anas, ma sulla quale restano i dubbi di Stefàno, il quale ha scritto a riguardo una lettera al presidente Nichi Vendola. "La divisione dell'appalto in lotti funzionali - dice Stefàno - permetterebbe di creare immediati processi virtuosi di ricaduta sul territorio, perché vedrebbe il concreto coinvolgimento del sistema di imprese locali. In questo modo - prosegue - l'ammodernamento della 275 diverrebbe occasione non solo per porre in essere un'azione di forte tutela ambientale, attraverso la realizzazione della strada "Parco", ma anche per innescare un immediato e tangibile volano di sviluppo locale".

Stefàno chiede quindi l'intervento di Vendola "affinché Anas nella predisposizione degli atti propedeutici all'espletamento dell'appalto, tenga conto di questa ulteriore esigenza del territorio, che sarà certamente in grado di esprimere una presenza qualificata di imprese, le quali potrebbero svolgere la loro parte in un'opera di ammodernamento così importante per il Salento".

L'intervento, il cui costo complessivo si aggira intorno ai 165 milioni di euro, è inserito nel piano decennale dell'Anas 2003-2012 e nella convenzione con la Regione Puglia del 2003. L'ipotesi di realizzare l'opera mediante suddivisione in lotti funzionali, è prevista dalla legge quadro sui lavori pubblici che, al riguardo, ha provveduto a disciplinare in modo concreto e dettagliato anche i limiti e le modalità di attuazione.


"Pertanto - conclude Stefàno - l'eventuale appalto unico non risponderebbe ad alcun obbligo di legge, ma sarebbe una scelta discrezionale, che mal si concilia con l'esigenza di contribuire concretamente allo sviluppo dell'economia pugliese, in quanto determina la circostanza che siano solo alcune imprese a concorrere (e forse solo esogene al territorio) con grave pregiudizio per l'imprenditoria pugliese".

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