Sabato, 24 Luglio 2021
Nardò

Raccolta angurie, Cgil ed Emergency denunciano: “E' l'accoglienza del degrado”

Sopralluogo di Cgil e associazioni di volontariato nelle campagne di Nardò: "Degrado delle strutture, mancano luce ed acqua. Gli interventi in favore dei braccianti stagionali sono sempre in ritardo". Emergency presente con un camper

NARDO’ - Nella giornata di ieri, 7 giugno, i sindacati Flai Cgil, Cgil Lecce ed alcune associazioni di volontariato hanno partecipato al sopralluogo effettuato da Emergency nel territorio di Nardò interessato dalla raccolta stagionale delle angurie: raccolta che partirà ufficialmente il 15 giugno.

La visita nelle zone utilizzate negli scorsi anni come riparo per i lavoratori stagionali stranieri, che arrivano nel territorio ogni estate per la raccolta delle angurie e dei pomodori, ha reso evidente lo stato di “totale abbandono” in cui versano le strutture.

“Abbiamo incontrato almeno 30 lavoratori all’interno della cosiddetta falegnameria, struttura che è attualmente in uno stato di estremo degrado, a nostro avviso peggiore dello scorso anno, in cui manca ogni tipo di servizio, in primis acqua e luce, e che risulta circondata da alte mura che impediscono di vedere, a chiunque passi, le condizioni di chi vi si rifugia – raccontano il segretario Flai Cgil, Antonio Gagliardi e la segretaria confederale Cgil, Antonella Cazzato - . Pochi metri oltre, si nota la situazione di abbandono della masseria Boncuri, dove non è stato ancora realizzato alcun intervento per l’attivazione di servizi e sportelli”. 

Durante il sopralluogo è stato inoltre evidenziata l’assenza di un presidio di pronto intervento sanitario: il primo pronto soccorso è infatti a Copertino, ad 11 chilometri di distanza da Nardò. Ragion per cui Emergency sta valutando l’opportunità di essere presente in zona con il “Polibus”, un ambulatorio mobile che presta servizio gratuito, per periodi definiti, in aree a forte presenza di migranti, come le aree agricole, i campi nomadi o i campi profughi.

“Manifestiamo forte preoccupazione, data l’imminenza della stagione di raccolta, sulla tempestività ed efficacia degli interventi che le istituzioni interessate avrebbero dovuto già da tempo mettere in atto per garantire condizioni di accoglienza, quanto meno dignitose, per i lavoratori che stanno per arrivare, anche quest’anno, al di là delle previsioni che sottostimano il fenomeno – proseguono i due sindacalisti -. Alla preoccupazione si aggiunge l’amara constatazione sul fatto che si arrivi, per l’ennesima volta, a dover fronteggiare l’emergenza, quando si avrebbero ormai tutti gli elementi e gli strumenti utili per operare sinergicamente e per tempo”.

Le denunce del sindacato, del resto, non sono nuove. Ma si rinnovano ciclicamente, stagione dopo stagione e sembrano essersi rinforzate dopo la chiusura dei battenti di masseria Boncuri : luogo simbolo della rivolta dei migranti scoppiata nell'estate 2011.  Circa 400 braccianti agricoli di origine africana, , scioperarono per quasi due settimane, dando vita in Italia al primo sciopero auto-organizzato di lavoratori stranieri contro un sistema di sfruttamento basato sul caporalato, per il rispetto del contratto provinciale, previsto per legge, e per essere assunti irettamente dalle aziende. Per questi episodi di riduzione in schiavitù sono imputati, dinanzi alla Corte d'assise di Lecce, 16 persone, tra imprenditori e caporali.

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