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Un fotogramma del video che lo ha ripreso.

Un fotogramma del video che lo ha ripreso.

Accusato di furto, minaccia agenti col machete: getta sasso dal terzo piano e tenta il suicidio

Un 33enne del Bangladesh e residente a Nardò, nella serata di ieri, è finito in manette. Nonostante i domiciliari per maltrattamenti, la polizia non lo ha trovato in casa. Qualche ora prima, avrebbe danneggiato un distributore e rubato prodotti

NARDÒ – Serata da incubo, quella di ieri, a Nardò. Un uomo, ai domiciliari per maltrattamenti in famiglia, è stato accusato inizialmente di furto e danneggiamento. All’arrivo della polizia, ha però lanciato una pietra dal terzo piano, minacciato gli agenti con un machete e poi tentato di lanciarsi dal balcone della palazzina. È finito nuovamente in manette Md Sharif Al Haddy, un 33enne del Bangladesh e residente a Nardò, che risponderà dei reati di furto aggravato, evasione dagli arresti domiciliari, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, dopo una serie di episodi che hanno messo in pericolo l’incolumità dei poliziotti del commissariato locale.

foto 2-20-12La giornata è iniziata con la segnalazione di danneggiamento di un distributore automatico di canapa e articoli per fumatori, in via Cairoli. Dopo l’accaduto, il gestore si era infatti rivolto alla polizia per formalizzare la denuncia. Esaminate le immagini del sistema di videosorveglianza, gli agenti neretini hanno riconosciuto il bengalese e lo hanno così raggiunto presso l’abitazione dove era ristretto ai domiciliari. In realtà, l’uomo stava rientrando proprio in quel momento: era di fatto evaso. Ha  cominciato a inveire contro i poliziotti e, una volta entrato in casa, ha raggiunto la cucina dove ha impugnato un machete e minacciato la polizia, colpendo (fortunatamente senza conseguenze) alcuni agenti. Si è barricato in una stanza dell’appartamento, continuando a insultare e minacciare il personale in divisa.

Il video | Danni e furto a un distributore

foto 1-27-11I famigliari del 33enne, moglie e due figli, sono stati nel frattempo allontanati da casa per evitare più gravi conseguenze. Soltanto al termine di una estenuante “trattativa” e dopo aver lanciato un frammento di tufo dal terzo piano, minacciando anche il suicidio, il 33enne si è arreso abbandonando il machete. L'arma, dalla lama lunga quasi 30 centimetri, è stata sottoposta a sequestro. Su disposizione del magistrato di turno, Donatina Buffelli, l’uomo è stato fermato in flagranza di reato e accompagnato nel carcere di Lecce.

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