Martedì, 3 Agosto 2021
Nardò

Bocciato il parco eolico. La commissione “spegne” 31 giganti del vento

Dopo cinque anni torna in auge il progetto del parco eolico a ridosso dell’area costiera neritina. La Regione chiede i pareri per completare l’iter per l’impatto ambientale. La commissione urbanistica ribadisce il “no” alle torri

Foto di archivio

 

NARDO’ – Un'altra sonora bocciatura per i giganti del vento che tornano a chiedere ospitalità nel territorio neritino. La realizzazione di un parco eolico a ridosso delle marine di Nardò e del parco naturale di Portoselvaggio non può essere minimamente ipotizzata data l’elevata vocazione turistica del territorio. E’ questa in buona sostanza la conclusione a cui è approdata la commissione consiliare Urbanistica di Palazzo Personè presieduta da Salvatore Antonazzo, che ha  inesorabilmente bocciato la realizzazione di un parco eolico da 31 aereogeneratori nel territorio comunale di Nardò secondo un progetto originariamente presentato da Italgest wind s.r.l. e successivamente ereditato dalla Enel Green Power Puglia s.r.l. Un progetto rimodulato e corretto rispetto alle ipotesi progettuali iniziali che di torri eoliche ne prevedevano almeno una sessantina. Pale eoliche disseminate su una vasta area del territorio neritino compreso tra la zona a ridosso dell’area industriale e fino a diramarsi verso le aree costiere e a pochi passi delle zone naturalistiche di pregio e sottoposte  a vincolo paesaggistico.

Un’ipotesi che già nel 2007 quando fu prospettata aveva destato una forte e manifesta contrarietà degli ambientalisti e del Comitato di tutela del paesaggio in particolare. Con a corredo anche una petizione di migliaia di firme, raccolte tra i cittadini e le forze politiche e sociali del territorio. In più è ancora in auge una deliberazione dell’assise comunale del maggio di quell’anno che in maniera perentoria ratificò il “no” alla realizzazione di qualsivoglia impianto eolico, a forte impatto ambientale, nella zona di Nardò. Un capitolo riaperto qualche giorno addietro quando la Regione Puglia avviando la procedura di valutazione di impatto ambientale sul progetto di quel parco eolico, ha richiesto tra gli altri al Comune di Nardò e alle componenti ambientaliste, di esprimere il proprio parere di competenza o di riformulare quello già espresso precedentemente per completare l’iter.

Le risultanze non potevano essere ovviamente mutate in questi anni, dove si pensava che il capitolo sul parco eolico in agro di Nardò fosse ormai chiuso. Così come non è prefigurabile che l’attuale primo cittadino, Marcello Risi, abbia cambiato orientamento rispetto al 2007 quando era organico al Ctp, e aveva sposato in pieno la battaglia contro l’eolico selvaggio. E i lavori della commissione Urbanistica di questi giorni hanno ribadito a chiare lettere il concetto: quel parco eolico non è funzionale al territorio di Nardò. Anzi al contrario, è quasi una iattura. “E’ notorio che l’impatto ambientale e visivo delle torri eoliche è devastante per un territorio che dovrebbe iniziare a puntare in maniera molto più incisiva sul turismo e sulle infrastrutture capaci di far decollare il turismo, in considerazione della bellezza del proprio centro storico, le ricchezze culturali, i siti archeologici e le zone di mare ivi presenti” commenta il consigliere e presidente della commissione consiliare, Salvatore Antonazzo.

Che aggiunge: “Da non sottovalutare, inoltre, l’immensa ricchezza del parco di Porto Selvaggio con i suoi particolari e per certi versi uniche realtà, flora, fauna e grotte non ancora definitivamente esplorate. Siamo sicuri che la realizzazione di un parco eolico non solo non apporta nessun beneficio sostanziale degno di essere preso in considerazione, ma reca danni all’agricoltura, alla avifauna ed è uno sfregio alla bellezza del nostro paesaggio. L’eventuale parco eolico” conclude Antonazzo, “rappresenta un ostacolo e un freno allo sviluppo turistico di Nardò, con conseguenti danni non solo all’immagine della città ma anche alla economia della stessa che, come più volte ribadito dal sottoscritto, ha bisogno di una politica turistica di spessore, di operazioni di marketing del territorio mirate ad attrarre visitatori e quindi nuove entrate per la economia cittadina, sempre più boccheggiante e bisognosa di iniziare a far partire il volano della crescita”.

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