Venerdì, 24 Settembre 2021
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Boncuri e migranti, controllo nell’ex falegnameria. Disagi per sgombero

Dopo gli accordi in Prefettura questa mattina il primo sopralluogo di vigili e Asl propedeutico allo sgombero del fabbricato di via Lecce che ospita lavoratori regolari e non . Il sindaco Risi: "Il centro di Scianne è più sicuro"

NARDO’ - Dopo gli accordi e la pianificazione sui tavoli della Prefettura, oggi il sopralluogo e i primi controlli nella zona della ex falegnameria, a poca distanza da masseria Boncuri, dove dimorano ormai da un paio di mesi i lavoratori extracomunitari impegnati nella raccolta delle angurie, ma anche immigrati non regolari.

L’operazione di regolamentazione dell’accoglienza in quel di Nardò, varata dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicato al contrasto del fenomeno del caporalato e del lavoro nero, è partita questa mattina con l’annunciato sopralluogo nello stabile della ex falegnameria di via Lecce, che ricade in un terreno di proprietà privata, e che da tempo viene utilizzato come accampamento e alloggio di fortuna dagli extracomunitari. 

I controlli approntati dal Comune di Nardò sono stati effettuati alla presenza del primo cittadino Marcello Risi e del comandante della polizia municipale Cosimo Tarantino, con l’ausilio degli ispettori sanitari del dipartimento di prevenzione dell’Asl e degli agenti della polizia locale, nonché alla presenza dei rappresentati sindacali della Cgil.

La verifica, al momento solo propedeutica allo sgombero che dovrebbe avvenire a giorni, non ha fatto altro che confermare i disagi e le carenze igieniche e sanitarie in cui vivono i migranti, nonché l’occupazione abusiva e i pericoli per l’incolumità degli ospiti accampati nel fabbricato e nella zona adiacente alla ex falegnameria. Una situazione al limite, in cui si accavallano i braccianti regolarmente ingaggiati per i lavori nei campi e migranti non in regola e senza documenti di riconoscimento. Oltre a situazioni di irregolarità al vaglio delle forze dell’ordine. Difficile fare una stima precisa delle presenze, anche se i dati in possesso delle forze dell’ordine e riconosciuti dal Comune e dall’ispettorato del lavoro parlano di poco meno di 200 lavoratori regolari, di cui almeno la metà stanziati nella falegnameria diroccata. E poi ci sono i vari gruppi vaganti che hanno occupato anche terreni e oliveti privati. 

E per loro il sindaco Marcello Risi ha ricordato l’allestimento dell’area di accoglienza approntata dal Comune in località “Scianne”, lungo la direttrice per Copertino e Sant’Isidoro, con 14 tende (ciascuna in grado di accogliere cinque persone), 10 bagni chimici, 3 docce, 9 punti di approvvigionamento di acqua, un'area parcheggio per auto e un ufficio per l’accoglienza e per la vigilanza. “La priorità è quella di far alloggiare i lavoratori immigrati in un luogo sicuro e pulito” dice il sindaco Risi, “e in caso di necessità potremmo pensare anche ad un servizio di trasporto per agevolare gli spostamenti verso i campi di lavoro o il centro cittadino, visto le difficoltà che vengono lamentate per la lontananza dell’area di accoglienza”.

foto (67)-2-4L’area di Scianne, per altro ancora desolatamente non frequentata (e al centro di non poche polemiche da parte del circolo neritino 9aprile di Sel, e ritenuta troppo distante e fuori mano anche dai referenti della Cigl sulla base delle rimostranze raccolte dai lavoratori stagionali) sarebbe destinata ai braccianti extracomunitari in regola con la legislazione nazionale ed in possesso di regolare ingaggio di lavoro. All’allestimento di quell'area hanno contribuito, seppur con un minimo contributo economico, anche i datori di lavoro. In seguito al sopralluogo odierno, e dopo una pulizia anche delle aree ricolme di rifiuti, il problema resta quello di convincere i migranti ad accettare il trasferimento dalla indecente ex falegnameria di zona Boncuri, nel “lontano” centro di accoglienza dell’area camper recintata di Scianne. Per ora lo sgombero è rinviato e si accavalla ad un'altra e sporadica certezza, confermata dal primo cittadino Risi: la masseria Boncuri non riaprirà le tende e i suoi battenti.

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