Sabato, 24 Luglio 2021
Nardò Strada Provinciale Nardò-Copertino

Brucia il fieno, inferno di fuoco. Oltre dieci ore d'intervento

I vigili del fuoco si sono avvicendati con più squadre fin dalle 22 di ieri. Il deposito di foraggio è di un'azienda agricola. L'incendio ha messo a rischio l'intera struttura. Fiamme divampate forse per una reazione esotermica

Foto di Antonio Quarta.

 

NARDO’ – Dopo oltre dieci ore d’intervento le fiamme ancora non erano state spente, e basterebbe questo dato a lasciar immaginare la rara potenza dell’incendio che, fin dalla notte scorsa, ha messo a dura prova  i nervi dei vigili del fuoco, arrivati nelle campagne che circondano la strada provinciale che collega Copertino a Nardò, in località “La Cornula”, pressappoco a metà strada fra i due comuni, da più distaccamenti della provincia.

Erano le 22 quando è iniziato l’intervento, ma, in quel deposito stipato fino all’orlo di fieno, le fiamme si sono alimentate per tutta la notte e ben oltre l’alba. I vigili del fuoco, alle 9 del mattino, ancora assediavano lo stabile di cemento trasformato in una bolgia infernale. Alla fine s’è deciso di attendere che le fiamme si estinguessero da sole, controllando l’area circostante per scongiurare che si potessero propagare nelle campagne. In ogni caso, non vi sono altri stabili nelle immediate vicinanze, quindi si sono da subito esclusi problemi più grossi.

Il deposito in cui è scoppiato il rogo, destinato al foraggio, una struttura di due piani in cemento, dista circa un centinaio di metri dall’azienda agricola “Agristella”. Lì, da oltre vent’anni, il proprietario, Silvano Muci, 55enne neretino, stipa le balle di fieno, in questo periodo. Fino ad oggi non era mai accaduto nulla, ma questa volta, per motivi ancora da accertare, le balle, non ancora del tutto secche, hanno improvvisamente preso fuoco, con vampe che hanno avvolto tutto il magazzino. 

Sul posto si sono avvicendate squadre da Veglie e Gallipoli, con il supporto di un’autobotte da Lecce. Si stima, però, che le forze in campo dovessero essere almeno il triplo, se non di più, per cercare di frenare la devastazione. Con uno spreco d’acqua immane. Impossibile proseguire oltre, dunque, tanto più che il foraggio è andato perduto quasi subito e che la struttura – da valutare il possibile rischio di crolli – non è di grosso valore. Di valore decisamente più alto è invece proprio il fieno. Si stima che il danno complessivo possa ammontare ad almeno 100mila euro.

Non si può a priori escludere un’ipotesi dolosa, sebbene non siano state trovate evidenze, almeno per ora, da questo punto di vista. Piuttosto, secondo i tecnici del comando provinciale di Lecce dei vigili del fuoco, una possibile causa si potrebbe cercare in una reazione chimica esotermica, con sviluppo di calore, il quale, se non viene dissipato, fa innalzare la temperatura, e questo può essere avvenuto in particolare nella zona centrale delle cataste. D'altro canto, sebbene il titolare  non abbia mai ricevuto minacce e sia a sua volta un lavoratore irreprensibile, sul posto si sono diretti anche i carabinieri della stazione locale, che stanno svolgendo accertamenti più approfonditi. 

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