Lunedì, 26 Luglio 2021
Nardò

In una masseria, casse acustiche su motoape rubata: forse per un nuovo rave party

Gli agenti di polizia del commissariato neretino hanno scovato le casse in contrada "Castelli-Sambiasi". Il mezzo era stato trafugato la sera prima ad un 78enne. Probabile che fosse in fase d'allestimento un nuovo evento, nonostante la morte a Torre Chianca di Dalila Coluccia

L'Ape rubata.

NARDO’ – In altri tempi una notizia del genere avrebbe occupato poche righe in cronaca. Ma il ritrovamento di due grosse casse acustiche in una masseria abbandonata e seminascosta agli occhi dei più, suscita quasi un brivido sulla schiena. Il sospetto, più che fondato, è che fosse in allestimento un rave-party o comunque un evento assimilabile. Le due casse, per giunta, erano state caricate a bordo di una motoape rubata a un contadino di 78 anni.

“The show must go on”, potrebbe pensato più di qualcuno. E non importa se ancora è fresca, troppo fresca nella memoria collettiva l’agghiacciante morte di Dalila Coluccia, la ragazza di 22 anni di Cerfignano, frazione di Santa Cesarea Terme, accasciatasi per terra proprio durante una di queste feste illegali, nella zona di Torre Chianca, marina di Lecce, e spirata dopo una breve agonia in un letto del reparto di rianimazione dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Aveva presumibilmente assunto un micidiale cocktail di alcool e anfetamine. Entrata in coma, non è stata soccorsa in tempo, e questo ha indubbiamente compromesso decorso clinico.

Un’altra ipotesi, ma molto più sfumata, considerata la distanza fra i luoghi, è che possano essere le casse usate proprio nell’evento di Torre Chianca.

Insomma, qualcuno forse ci stava davvero riprovando e sicuramente prima o poi ci riproverà. Anche se lo stato d’allerta nelle forze dell’ordine, dopo l’episodio di Dalila, è molto alto, e non è certo un caso che si sia arrivati a questo rinvenimento. Gli agenti di polizia del commissariato di Nardò, diretti dal vicequestore aggiunto Pantaleo Nicolì, hanno infatti deciso di perlustrare in lungo e in largo tutto il loro territorio di competenza che, come noto, è particolarmente vasto, arrivando fino al confine con la provincia di Taranto. Un territorio costellato di vaste distese di campagne e abitazioni rurali semi-diroccate: i ritrovi preferiti proprio per i rave.

La masseria in questione sorge in contrada “Castelli-Sambiasi”, in una zona distante rispetto alla direttrice principale, la strada che collega Nardò ad Avetrana. La motoape è stata rubata la sera precedente davanti casa dell’anziano agricoltore, nel centro della città (tra l’altro non se n’era neanche ancora avveduto) proprio per trasportare quelle due casse di amplificazione, nere e di grosse dimensioni, nella masseria. Sono risultate sporche di terra rossa e apparivano di vecchia fattura, proprio del tipo utilizzato per eventi in spazi ampi.

Il veicolo è stato restituito al proprietario e le casse, ovviamente, poste sotto sequestro. Nella masseria non sono stati trovati tappeti di bottiglie e altri rifiuti particolari, per questo motivo si può supporre che il rave fosse ancora in via di preparazione. Probabilmente con l’usuale battage via Internet, sui social. E con tutto il suo corollario di droghe sintetiche. Gli agenti del commissariato hanno anche qualche sospetto su chi possano essere gli autori del furto e del trasporto e stanno seguendo una pista.

Tutto questo mentre a Lecce gli investigatori della squadra mobile, sotto il coordinamento del vicequestore aggiunto Rocco Carrozzo, stanno invece continuando a ritmo serrato le indagini sulla morte della ragazza. In queste ore sono stati ascoltati diversi ragazzi che avrebbero preso parte al rave e altri ne saranno sentiti nei prossimi giorni.  

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