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Martedì, 25 Giugno 2024
Dopo i disordini nel centro storico / Nardò

Chiusura serale dei distributori automatici, sospesa l’ordinanza del sindaco Mellone

I giudici della terza sezione del Tar di Lecce hanno accolto la richiesta cautelare della Spinel Caffè che aveva impugnato il provvedimento comunale che impediva l’apertura dei locali dalle 19 alle 3 di notte per ragioni di ordine pubblico. Critiche del Pd

NARDO’ - Sospesa provvisoriamente da Tar, in attesa del giudizio di merito fissato per il prossimo 19 giugno, l’efficacia dell’ordinanza contingibile e urgente firmata nelle scorse settimane dal sindaco Pippi Mellone che disponeva, fino alla fine dell’estate, la chiusura serale dei distributori automatici h24 di snack e bevande.

Il provvedimento comunale era stato varato nell’immediatezza degli episodi di violenza e delle aggressioni avvenute nelle vie del centro storico di Nardò e che avevano visto protagonisti anche alcuni cittadini extracomunitari, poi identificati e fermati dalle forze dell’ordine.

Il sindaco Mellone aveva motivato la decisione ritenendo proprio i locali dove insistono i distributori automatici quali principali luoghi di ritrovo e di assembramento dei soggetti che avevano poi creato disordini e tentativi di molestie e aggressioni e quindi pericolo per l’incolumità pubblica dei cittadini.

L’ordinanza del 6 maggio scorso disponeva la chiusura, dalle 19 alle 3 di notte, dei distributori automatici h24 di alimenti e bevande su tutto il territorio comunale, comprese le marine. La validità del provvedimento era stata estesa sino al 30 settembre.

Contro tale ordinanza è stato poi presentato il relativo ricorso da parte della società Spinel Caffè che, tramite l’avvocato Francesco Baldassarre, aveva richiesto l’annullamento, previa sospensiva dell’efficacia del provvedimento, considerandolo penalizzante per gli esercenti delle attività di somministrazione di alimenti e bevande tramite i distributori self h24.

Con il decreto pronunciato il 25 maggio scorso dai giudici della terza sezione del Tar di Lecce è stata quindi accolta la richiesta della sospensiva urgente da parte della società ricorrente e così sospesa, provvisoriamente, l’efficacia dell’ordinanza sindacale contingibile e urgente impugnata. Per la trattazione collegiale dell’istanza cautelare è stata quindi fissata la camera di  consiglio del prossimo 19 giugno.

Il nastro rosso per impedire l'ingresso dalle 19 nei distributori automatici

La motivazione del Tar

“La motivazione esternata nel provvedimento impugnato, tutta incentrata, a ben vedere, all'evidenza di esigenze preventive di sicurezza e di prevenzione del degrado urbano, appare per le ragioni che precedono insufficiente a giustificare l'emanazione di una legittima ordinanza contingibile e urgente recante la drastica misura del divieto di apertura, per la durata di quasi cinque mesi sull’intero territorio comunale, nella fascia serale e notturna di tutti i giorni, degli esercizi commerciali nei quali sono installati distributori automatici di alimenti e bevande” recita nella motivazione centrale il decreto dei giudici del tribunale amministrativo, “anche per l’omissione, nella specie, di un’approfondita istruttoria che, tra l’altro, avrebbe permesso di evidenziare che i predetti esercizi non vendono bevande alcoliche o superalcoliche e hanno, da tempo, adottato sistemi di monitoraggio attivo dei relativi locali”.

Le critiche del Pd

“Ormai, per il sindaco pro tempore Mellone, è un susseguirsi di sonori scoppoloni da diverse autorità giudiziarie e di controllo. Prima la procura della Repubblica, poi l’Anac, poi la Corte dei Conti e oggi il Tribunale amministrativo per la Puglia, che con proprio decreto monocratico ha sospeso con effetto immediato l’ordinanza del sindaco con la quale lo stesso aveva disposto, d’imperio, la chiusura dei distributori automatici di alimenti e bevande presenti su tutto il territorio neretino dalle 19 alle 3 di notte” evidenziano in una nota dal circolo del Pd di Nardò.

“Un’ordinanza ridicola, inutile, vuota, priva di significato se non quello di alimentare la spasmodica e costante ubriacatura di potere di un sindaco che si sente forte e importante fotografandosi col volto arrabbiato sotto la guglia dell’immacolata per annunciare il proprio pugno duro” criticato aspramente dal circolo di via Grassi, “Un sindaco che non solo non pone alcun rimedio per l’emergenza centro storico, che si sostanzia in degrado, sporcizia e ripetuti episodi di violenza che stanno comportando un inesorabile spopolamento del borgo antico, ma cagiona persino dei danni economici alle attività commerciali che sono costrette a difendersi nelle aule giudiziarie, sborsando fior di quattrini, per far valere il proprio diritto al lavoro messo in discussione”.

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