Domenica, 13 Giugno 2021
Nardò

Concessioni per i lidi. Dopo il Tar scontro tra assessore e legale della Kaikko

Polemica a distanza sulla sentenza del Tar contro la decisione del Comune di Nardò di bloccare l’istruttoria per nuove concessioni demaniali in attesa del bando di gara. Per l’assessore Leuzzi “sentenza superata”. Gaballo replica e annuncia richiesta di danni

NARDO’ – Domande di concessione demaniale per nuovi stabilimenti sul litorale di Nardò senza bandi e in attesa del Piano comunale delle coste, ora è scontro dialettico tra l’assessore Leuzzi e il legale della Kaikko srl. Dopo la pubblicazione definitiva delle sentenze del Tar di Lecce sui ricorsi presentati contro la decisione del Comune neretino di bloccare le istruttorie delle richieste di alcuni imprenditori che chiedevano di realizzare degli stabilimenti lungo la costa (rimandando il tutto alla pubblicazione di nuovi bandi di gara), l’assessore al Turismo, Maurizio Leuzzi nei giorni scorsi ha frenato i toni trionfalistici di ricorrenti e gruppi politici. E ora alla luce delle esternazioni dell’assessore della giunta Risi, il legale della Kaikko srl, Paolo Gaballo, ha inteso replicare puntualizzando la posizione della società che nonostante la vittoria giudiziaria e l’investimento avviato, difficilmente riuscirà ad attivare, per questa stagione, l’attività dello stabilimento sul lungomare di Santa Maria al Bagno. Pomo della discordia la presa di pozione dell’assessore comunale che si era detto “sconcertato dal comportamento di chi critica e rimescola nella polemica sul Piano comunale delle coste solo per nuova visibilità, o di chi sbandiera sulla stampa una sentenza del Tar, ormai nei fatti superata, ingenerando negli interessati nuove infondate aspettative per il risarcimento danni”.

Da qui il chiarimento palesato da Leuzzi che ha poi generato la reazione dell’avvocato Gaballo per conto della società ricorrente che ha già in animo di inoltrare un’istanza per il risarcimento dei danni subiti e il mancato guadagno. “Chiarisco che l’ultima sentenza del Tar ha avuto come unico effetto l’annullamento del provvedimento del novembre 2014 con cui l’ufficio comunicava che l’istruttoria della pratica non sarebbe potuta avvenire prima del 2015” spiegava l’assessore Leuzzi, “e che l’intenzione dell’amministrazione, espressa nella delibera di giunta, era quella di procedere alla selezione dei concessionari a mezzo bando pubblico, e ciò per uniformarsi a quanto stabilito sul punto dalla normativa comunitaria. Sotto l’aspetto formale il provvedimento è stato censurato dal Tar, in quanto ritenuto un atto soprassessorio che determinava le modalità di espletamento delle procedure competitive - bandi pubblici - con un proprio Piano coste ancora in itinere, discostandosi dalle previsioni regionali. Sotto l’aspetto sostanziale, ciò che invece oggi rileva” ha esplicitato in questi giorni Leuzzi, “è che tale censura è stata superata dalla nuova legge regionale".

"Infatti quel principio comunitario, al quale da subito l’amministrazione aveva inteso uniformarsi col provvedimento impugnato, è stato oggi recepito dalla nuova normativa regionale. Ciò che ha confermato la correttezza dell’impostazione data dall’amministrazione nella scelta delle modalità di espletamento delle procedure selettive. Adottato poi in giunta il Piano comunale delle coste nel febbraio 2015” ha precisato altresì Leuzzi, “l’amministrazione, ha comunque proceduto all’istruzione delle pratiche nel frattempo pervenute, attenendosi a quanto stabilito dal Consiglio di Stato, ed ha attivato i rende noto, dando priorità proprio a quelle pratiche per le quali vi erano contenziosi in piedi. Il tutto prima ancora che lo stesso Tar si pronunciasse in via definitiva con la sentenza che oggi viene sbandierata strumentalmente, ad altri fini. Ma la conseguenza, ora, è che tutti quegli imprenditori che hanno sino ad oggi contestato l‘intenzione dell’Amministrazione di procedere alla selezione dei concessionari attraverso bandi pubblici” ha poi concluso l’asssessore, “incalzandola con contenziosi allo scopo di ottenere la pubblicazione dei rende noto, alla luce di quanto stabilito dalla nuova legge regionale si vedranno probabilmente costretti a ricominciare daccapo, partecipando ai bandi previsti oggi dalla nuova legge regionale. Con buona pace di quanti li hanno sino ad oggi consigliati”.

D qui le replica netta del legale della Kaikko srl, che proprio alla luce delle dichiarazioni di Maurizio Leuzzi, ha inteso riformulare la ricostruzione dei fatti legati alle sentenze del Tar  e delle istanze per le concessioni demaniali. Di seguito la nota integrale dell’avvocato Paolo Gaballo :“Nel 2014, la Kaikko s.r.l. ed altri imprenditori chiedevano di realizzare degli stabilimenti lungo la costa. Il 13 ottobre, il Tar di Lecce accogliendo il ricorso di Michele Durante, un altro aspirante concessionario, stabiliva che il Comune poteva rilasciare nuove concessioni senza bandi pubblici, ma attraverso il rende noto previsto dal codice della navigazione".

"Incurante della pronuncia del Tar, la giunta decideva ugualmente, con un’apposita delibera, di assegnare le concessioni con dei bandi, che peraltro avrebbe pubblicato solo entro il 2015. Questa decisione costringeva la Kaikko a rivolgersi al Tar, in quanto i bandi non erano previsti da alcuna norma ed in quanto la decisione di pubblicarli solo entro il 2015, e quindi eventualmente anche nel dicembre 2015, bloccava di fatto la sua iniziativa economica. Già il 12 dicembre 2014, il Tar, con l’ordinanza 639, sospendeva la decisione del Comune, stabilendo che poteva rilasciare la concessione in base al “rende noto” e senza bando, come già chiarito in precedenza".

"Sicchè, la Kaikko srl effettuava consistenti investimenti per realizzare lo stabilimento nella stagione estiva 2015, sottoscrivendo anche dei contratti per la gestione, di cui l’assessore non è a conoscenza, visto che il Comune non era neanche costituito nel giudizio. Nei giorni seguenti, poi, il Tar, accogliendo il ricorso di altri aspiranti concessionari, bocciava in maniera drastica l’operato dell’amministrazione, stabilendo che ‘nessuna norma vigente giustifica la decisione del Comune di sospendere tutte le pratiche per il rilascio di concessioni demaniali fino all’approvazione dei bandi’".  

"Nonostante l’ordinanza esecutiva 639/2014, regolarmente notificata al Comune, e gli investimenti effettuati dalla Kaikko, l’ufficio non pubblicava il rende noto della sua domanda, che veniva più volte sollecitato per iscritto. Anzi, il 14 gennaio 2015 il dirigente, disattendendo la decisione del Tar, comunicava sorprendentemente che non avrebbe pubblicato alcun rende noto, ma solo i bandi in origine decisi dall’amministrazione. Sicchè, la Kaikko era costretta, ancora una volta, a ricorrere al Tar, sopportandone le spese. Ricevuto il nuovo ricorso, solo il 12 marzo 2015, l’ufficio pubblicava il rende noto della domanda della Kaikko, assegnando 45 giorni agli interessati per presentare domande concorrenti. Nei giorni scorsi, il Tar ha pubblicato la sentenza definitiva sulla vicenda, condannando il Comune a pagare le spese di giudizio".

"La sentenza, piuttosto che ‘superata’, conferma, sotto diversi profili, l’errata decisione della giunta di ottobre 2014 di rilasciare le concessioni in base a dei bandi. Ora la Kaikko, a causa delle errate decisioni dell’amministrazione e dei ritardi accumulati dall’ufficio nell’istruttoria della pratica, non potrà realizzare lo stabilimento nella prossima stagione. Sicché, nei prossimi giorni, promuoverà un giudizio per il risarcimento dei danni subiti ed il mancato guadagno. Quanto all’idea dell’assessore di pubblicare nuovi bandi in base alla recente legge regionale, ad oggi la Kaikko non ha ricevuto alcun provvedimento al riguardo. In tal caso, valuterà se ricorrere al Tar. In caso contrario, ogni commento appare al momento superfluo”. 

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