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Già negata la sospensiva della sentenza del Tar / Nardò

Dehors di Santa Caterina, atto finale: dopo i sigilli, respinto il ricorso

Depositata l’ordinanza del Consiglio di Stato che rigetta il ricorso dei titolari del ristorante di via Pietro Micca che si opponevano alla decisione del Comune sul ridimensionamento della pedana. Nei giorni scorsi la polizia locale aveva sequestrato la struttura

NARDO’ - Dopo i sigilli per il sequestro preventivo disposto dalla polizia locale e la sentenza di primo grado del tribunale amministrativo si chiude definitivamente il capitolo del dehors di via Pietro Micca nella marina di Santa Caterina. È stata infatti depositata l’ordinanza dei giudici della quarta sezione  del Consiglio di Stato con la quale è rigettata l’istanza cautelare promossa titolare del ristorante “Le Terrazze”.

Ora per il ristorante viene confermata la decisione del Comune di Nardò che in merito ai controlli sul suolo pubblico aveva imposto di ridimensionare la pedana e il dehors che in precedenza erano stati autorizzati.

Già nel maggio scorso i giudici del Tar di Lecce, accogliendo le tesi difensive del Comune curate dell’avvocato Paolo Gaballo, avevano rigettato il ricorso della società titolare del locale, ritenendo legittimi i provvedimenti assunti dalla giunta e dagli uffici comunali che disponevano un ridimensionamento della struttura in osservanza delle norme sulla sicurezza stradale e il codice della strada.  

In particolare, secondo il Tar, era di “solare evidenza che un corridoio tra il fabbricato e il dehors largo soltanto un metro costituisce un ostacolo, non altrimenti ovviabile, per il transito delle persone con disabilità, la qual cosa senza meno giustifica l’esercizio del potere” posto in essere dal Comune di Nardò, “che pertanto merita di essere confermato”.

I titolari del ristorante hanno però inteso impugnare in appello la decisione ed hanno presentato il relativo ricorso al Consiglio di Stato, che non aveva già concesso la sospensiva e aveva rinviato la contesa alla decisione collegiale all’udienza del 7 luglio scorso.

Nel frattempo in attesa proprio della decisione dei giudici, nell’ambito degli ulteriori controlli sull’occupazione del suolo pubblico, il dehors de “Le Terrazze” è stato anche posto sotto sequestro dalla polizia locale con un provvedimento convalidato dal sostituto procuratore, Massimiliano Carducci.

il Consiglio di Stato, nel giudizio di merito, ha quindi deciso di rigettare l’istanza cautelare del ristorante, ritenendo nella sua motivazione che “l’appello non presenta apprezzabili elementi di ‘fumus’ atteso che la valutazione del Comune circa la non derogabilità delle distanze prescritte dal Ccdice della strada, per ragioni di tutela della sicurezza della circolazione, dei pedoni, e della pubblica incolumità, non risulta né illogica né irragionevole, tenuto conto dello stato dei luoghi quale documentato in atti”.

I giudici, come rilevato altresì dal legale del Comune, hanno ritenuto peraltro che “non sussiste nemmeno un pregiudizio grave e irreparabile derivante dalla sentenza impugnata, atteso che l’occupazione di suolo pubblico non è inibita tout court, ma risulta solo ridimensionata. Rilevato, altresì, che, successivamente alla proposizione dell’istanza cautelare è intervenuto anche il sequestro preventivo penale del dehors”. Ora conclusa tutto il tourbillon giudiziario il dehors dovrà necessariamente essere ridimensionato secondo la decisione già assunta dal Comune.

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