Domenica, 1 Agosto 2021
Nardò

“Pescati” in tre nelle acque dell’area protetta. Scatta denuncia per tutti

I finanzieri della Sezione operativa navale di Gallipoli hanno deferito tre uomini, durante un servizio di controllo in mare, a Torre Sant'Isidoro. Due di loro si erano immersi con le bombole, in una porzione d'acqua sottoposta a tutela ambientale, mentre il terzo li attendeva in barca

Un'immagine dell'intervento delle fiamme gialle

TORRE SANT’ISIDORO (Nardò) – E’ uno dei punti più suggestivi del litorale ionico, ma troppo spesso “violentato” dalla pesca di frodo. In tre sono finiti nei guai, durante un servizio di controllo da parte dei militari della Sezione operativa navale di Gallipoli, nelle acque di Torre Sant’Isidoro, al confine tra Nardò e Porto Cesareo.

Gli uomini delle fiamme gialle hanno scorto l’imbarcazione, non molto distante dalla riva, e sono intervenuti per alcuni accertamenti. Due di loro, muniti di attrezzatura subacquea, erano già sui fondali per recuperare ostriche e spugne, mentre il terzo del gruppo li attendeva a bordo di una barca, fornendo supporto.

Guarda il video dell'intervento.

Alla vista dei militari, i tre pescatori hanno tentato goffamente di disfarsi dei prodotti ittici. Ma la sequenza delle scene precedenti non è sfuggita agli uomini della guardia di finanza, i quali hanno documentato tutto l’accaduto. I responsabili sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Lecce, poiché la raccolta dei frutti di mare era stata effettuata nell’area marina protetta di Porto Cesareo, dove è vietato qualsiasi tipo di pesca. Le attrezzature da sub e il natante iscritto nel registro delle barche da pesca sono stati sottoposti a sequestro e il pescato è stato rigettato in mare.

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