Nardò

Spedizione punitiva per rivendicare una Mercedes. Denunciati cinque tunisini

Il gruppo di stranieri, di età compresa tra i 30 e i 40 anni, dovrà rispondere di violenza privata, violazione di domicilio, minacce e percosse. Un uomo di origini magrebine ha pianificato l'aggressione ai danni del connazionale, nel centro di Nardò. All'origine, mancati accordi su un'auto, acquistata in società in Germania

Foto di repertorio

NARDO’ – E' cominciata ad Acquisgrana, passando per la Venezia Giulia, ma si è conclusa a diverse migliaia di chilometri di distanza, con cinque denunce. E' una vera e propria spedizione punitiva quella che si è verificata, all’alba di ieri, in un’abitazione del centro di Nardò, a pochi metri di distanza da via Roma.  Dove si è rivelato necessario l’intervento degli agenti del commissariato locale.

Una donna residente nella cittadina, convivente di un uomo di nazionalità tunisina, G.A., un 28enne, si è infatti rivolta al numero di emergenza, per allertare la polizia. In quattro, tutti connazionali, non è ancora dato sapere se armati, si erano introdotti in casa, per prelevare il suo compagno con l’uso della forza e condurlo fuori. Il “bersaglio” del gruppo è stato accompagnato poco distante, in un’altra abitazione, sempre occupata da un altro uomo di origini magrebine.

All’arrivo degli agenti, il compagno della donna si trovava ancora circondato dal gruppo che aveva fatto irruzione in casa sua, e dal quinto individui, titolare dell’abitazione. I poliziotti, coordinati dal vicequestore aggiunto, Pantaleo Nicolì, hanno condotto i cinque individui, tutti di età compresa tra i 30 e i 40 anni, presso gli uffici del commissariato neretino. Gli agenti hanno ascoltato tutti quanti, per chiarire che cosa li avesse spinti a tanto livore nei confronti del connazionale.

E le cause sono riaffiorate, versione dopo versione, nel giro di alcuni minuti. Stando a quanto dichiarato dai coinvolti nell’episodio, infatti, la vittima dell’aggressione avrebbe acquistato in Germania una Mercedes Classe C, in società con un altro cittadino tunisino. Uno di quelli ascoltati. Dal giorno dell’acquisto, il mezzo sarebbe stato trattenuto per circa una settimana a Nardò, in uso all’aggredito. Il suo socio di acquisti, invece, ha accusato il mancato rispetto di alcuni accordi presi in un primo momento.

La Mercedes, acquistata con il denaro di entrambi, sarebbe già dovuta essere  spedita in Tunisia,  dove vi era già un potenziale acquirente. L’aggressore, residente a Trieste, ha a quel punto pianificato una vera e propria spedizione punitiva, per rivendicare i diritti che, a suo dire, erano stati calpestati. Durante la violenta lite la vittima ha riportato alcune lievi lesioni, fortunatamente non particolarmente gravi, giudicate guaribili in circa 4 giorni. Per i suoi cinque aggressori, al termine delle operazioni di identificazione, sono scattate le denunce per i reati di violenza privata, violazione di domicilio, minacce e percosse.

Una scena analoga si era presentata agli occhi dei colleghi del commissariato di Taurisano, nella notte a cavallo tra sabato e domenica. Un uomo di 31 anni è stato, infatti, arrestato in quell'occasione, con l'accusa di tentato omicidio, per aver ferito due cittadini di origini romene. Un'aggressione avvenuta in casa dei due stranieri, non per mancati accordi economici, ma per futili motivi legati a questioni razziali.

Un’altra Mercedes, questa volta rubata, è stata ritrovata dagli agenti delle volanti di Lecce, nel pomeriggio di ieri. Una donna ha, infatti, sporto denuncia per il furto della sua Mercedes Glk di colore bianco, che si trovava parcheggiata in via Boccaccio, nei pressi di Piazza Ariosto. Dopo una perlustrazione della zona, i poliziotti hanno rinvenuto il mezzo, grazie anche al sistema di allarme satellitare. La vettura si trovava nei pressi di via del Rigogolo, nelle vicinanze di un’autofficina.

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