Sabato, 24 Luglio 2021
Nardò

Derubava i pazienti dell'ospedale. Incastrata dalle telecamere

La donna, originaria di Nardò, è detenuta nel carcere della città felsinea per un episodio analogo. Alcuni giorni addietro è stata denunciata perché ritenuta la responsabile del furto, ai danni di una degente, durante l'estate

BOLOGNA  - Ha scelto un luogo insolito per metter a segno una rapina. Marilena Carrino, disoccupata 41enne, originaria di Nardò, si è infatti recata, lo scorso 22 agosto,  presso il reparto di Urologia del policlinico "Sant'Orsola-Malpighi", di Bologna, puntando una degente.

Ma è stata denunciata, quattro giorni addietro, dai carabinieri del nucleo operativo del comando felsineo. Il 13 settembre  era stata tratta in arresto dagli stessi militari, perché sorpresa dal personale sanitario all’interno di un padiglione del nosocomio, mentre tentava di asportare glieffetti personali dei degenti.

In quella circostanza, per sottrarsi all’arresto, aveva anche minacciato con un cacciavite un’infermiera ed aggredito con calci e pugni un addetto alla sicurezza. Addosso, i carabinieri le avevano trovato 22 carica batteria di varie marche e modelli, 9 portafogli da uomo e da donna e 4 telefoni cellulari, risultati appartenenti ad altrettanti pazienti ricoverati.

Questa volta, il fatto per il quale è ritenuta responsabile  è quello degenerato in rapina ai danni di una 54enne di Molinella, all’epoca ricoverata in quell’ospedale. La vittima ha raccontato agli investigatori che, intorno alle 7 del 22 agosto, mentre era ancora degente, ha visto entrare, all’interno della propria camera, una donna, non travisata e non armata, che le ha portato via il cellulare, custodito all’interno di un cassetto.

Cercando di fermare la ladra, in un primo momento creduta una parente di qualche altra paziente, è stata però aggredita da quest’ultima, che non le ha risparmiato morsi sul braccio, dileguandosi per i corridoi e facendo perdere le proprie tracce.

Grazie alle immagini del sistema di video sorveglianza, la malvivente è stata riconosciuta dalla vittima e da alcuni testimoni come la responsabile di quell’episodio. Secondo quanto ripreso dai fotogrammi, che ne hanno immortalato l’entrata e l’uscita in ospedale, la 41enne neretina ha agito con straordinaria determinazione, in un lasso di tempo di appena dieci minuti.

Sono in corso indagini per verificare il coinvolgimento della donna in altri episodi analoghi. Ora si trova reclusa, a seguito del precedente arresto, presso il carcere di Bologna dove sta scontando  una pena di un anno e sei mesi.

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