Mercoledì, 4 Agosto 2021
Nardò

Discarica di Castellino, la società replica al consiglio provinciale: “Tutto in regola”

Rei srl, azienda che gestisce l'impianto finito nell'occhio del ciclone per il conferimento di materiali con amianto, ricostruisce l'iter chiamando in causa l'ente: "L'approvazione stessa costituisce variante allo strumento urbanistico comunale"

GALATONE – L’azienda Rei srl, che gestisce la discarica in contrada Castellino-Vignali, ritiene prive di ogni fondamento le argomentazioni espresse ieri in consiglio provinciale. L’assise di Palazzo dei Celestini – all’unanimità - ha dato mandato all’esecutivo di verificare la conformità delle autorizzazioni con le previsioni del piano regolatore di Galatone, comune nel cui territorio è compreso l’impianto.

E’ di oggi la ricostruzione dell’iter autorizzativo da parte della società che intende far valere le proprie ragioni e che si dice disponibile ad ogni chiarimento con gli enti coivolti. Solo per quanto riguarda l’ampliamento del lotto monomateriale, l’azienda ricorda di aver sostenuto investimento per oltre un milione e mezzo di euro.

“L’originario progetto per la costruzione di una discarica per rifiuti speciali inerti era stato approvato con deliberazione di giunta provinciale numero 13 dell’11 gennaio del 2000 ai sensi dell’articolo 27 del decreto legislativo 22 del 1997: tale norma, al comma 5, prevede e dispone che “l’approvazione sostituisce ad ogni effetto visti, pareri, autorizzazioni e concessioni di organi regionali, provinciali e comunali. L’approvazione stessa costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico comunale e comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità dei lavori”. Stessa previsione, del resto, contenuta nell’articolo 208, comma sesto, del Codice dell’Ambiente e nelle linee guida nazionali in materia di localizzazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili di cui al decreto ministeriale del  10 settembre del 2010 che, al punto 15.3 conferma che l’Autorizzazione unica vale, ove occorra, quale variante allo strumento urbanistico.

“Ciò significa – precisa Rei srl - che l’area interessata dall’intervento ha subìto, con l’approvazione del progetto, un’automatica variazione della destinazione di zona prevista dal piano regolatore regionale: si tratta, tuttavia, di variante puntuale che interessa, esclusivamente, le particelle e, più specificamente il sito di intervento, lasciando, invece, invariate la destinazione di zona dell’area non interessata dall’intervento”.

Ma se ciò non bastasse, l’azienda cala un altro “asso”: “Il medesimo effetto di variante è da ricondursi all’approvazione del progetto, intervenuta con Autorizzazione unica ottenuta ai sensi dell’articolo 208 del decreto legislativo 152 del 2006 con atto di determinazione del dirigente del Servizio rifiuti, scarichi, emissioni e politiche energetiche presso la Provincia di Lecce numero 2323 del 10 agosto del 2009, relativo all’adeguamento della struttura al decreto commissariale del 09 dicembre del 2005 numero 187, ovvero alla realizzazione del lotto monomateriale della capacità di  13mila 500 metri cubi da dedicare allo smaltimento dei rifiuti da costruzione contenenti amianto, nonché all’Autorizzazione integrata ambientale, ottenuta ai sensi del decreto legislativo 59 del 2005, rilasciata dalla Provincia di Lecce con determinazione dirigenziale numero 83 del 19 novembre 2010 e, da ultimo, all’atto di aggiornamento e modifica della predetta Autorizzazione integrata ambientale, rilasciato, sempre dalla Provincia di Lecce, con determinazione dirigenziale numero 16 del 14 marzo del 2013, così come corretta con determinazione dirigenziale numero 33 del 22 marzo del 2013”.

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