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Bonifica della ex discarica: via libera alla seconda fase del progetto

Il piano di caratterizzazione consentirà di appurare l'eventuale contaminazione del suolo e della falda in località Castellino

NARDO’ – Chiusura dei battenti definitiva e bonifica e messa in sicurezza dell’area della ormai ex discarica dei rifiuti di castellino a Nardò: da Bari arrivano rassicurazioni sul completamento dell’iter. Dopo un’attesa ormai pluriennale e dopo le sollecitazioni reiterate nelle sedi competenti di Provincia e Regione da parte delle amministrazioni comunali che si sono succeduta a Palazzo Personè, si entra finalmente nella seconda fase del piano di caratterizzazione del sito della zona di Castellino che schiuderà le porte per la messa in sicurezza definitiva della ex discarica. Tale piano previsto dalle normative ministeriali è uno degli strumenti che permette di ricostruire i fenomeni di contaminazione del suolo e delle acque, in modo da ottenere le informazioni di base a supporto della messa in sicurezza e della bonifica definitiva.

In particolare, la seconda fase del piano è quella nella quale vengono prelevati i campioni di suolo ed acque sotterranee e vengono effettuate le analisi. La messa in sicurezza e la bonifica del sito si rendono necessarie quando la contaminazione supera le soglie previste dalla normativa. La conferenza dei servizi tenuta presso la sezione Ambiente ed ecologia della Regione proprio ieri ha approvato la pianificazione della società di gestione del sito di Castellino, la Mediterranea Castelnuovo 2. Per rendere il lavoro quanto più scrupoloso e trasparente possibile nell’ambito della conferenza tecnica sono state  formulate delle prescrizioni precise sull’attività di caratterizzazione sicché la società dovrà comunicare con congruo anticipo il cronoprogramma dei lavori sul campo e presentare ad Arpa un documento operativo con la posizione dei campioni da analizzare in contraddittorio. Sempre l’Arpa procederà alla validazione dei dati analitici su circa il 10 per cento dei campioni (cioè due campioni di suolo e due di acque sotterranee). La Mediterranea Castelnuovo 2 dovrà inoltre trasmettere i certificati di destinazione urbanistica per poter confrontare i risultati analitici rivenienti dalla caratterizzazione dei suoli con l’effettiva destinazione d’uso dell’area. Infine, la società dovrà produrre gli esiti della caratterizzazione entro 90 giorni e l’analisi di rischio entro sei mesi.      

“Diamo atto all’amministrazione del presidente Emiliano” dice l’assessore all’Ambiente, Mino Natalizio, “di essersi posta come obiettivo quello di risolvere definitivamente il problema della corretta chiusura della discarica di Castellino e la celere approvazione in sede di conferenza di servizi della seconda fase del piano di caratterizzazione, ne è la prova. Visto che il piano è lo strumento propedeutico e assolutamente necessario per arrivare alla conclusione dell’iter”. Il piano per la caratterizzazione della ex discarica aveva già fatto propria la previsione, sollecitata dal Comune di Nardò, di controllare l’interazione della discarica con le falde acquifere nelle aree circostanti attraverso nuovi piezometri. L’amministrazione comunale infatti aveva fatto propria e chiesto di accogliere la relazione del proprio consulente, il geologo Andrea Vitale, in cui si pongono osservazioni in relazione alla ricostruzione del locale assetto geologico-idrogeologico contenuto nel piano presentato dalla società di gestione della ex discarica. La caratterizzazione permetterà quindi di ricostruire lo stato ambientale di suoli e acque sotterranee e di stabilire conseguentemente se la contaminazione finora riscontrata sia causata o meno dalla discarica.

In sostanza, il Comune ha fatto sua e chiesto di accogliere la relazione del proprio consulente, il geologo Andrea Vitale, in cui si pongono osservazioni in relazione alla ricostruzione del locale assetto geologico-idrogeologico contenuto nel piano presentato dalla Mediterranea Castelnuovo 2. Tra le altre cose, è stato chiesto dalla Regione alla Mediterranea Castelnuovo 2 che la fase 2 del piano di caratterizzazione della ex discarica contenga la previsione di perforare altri due nuovi piezometri (oltre a quello già realizzato), che consentono di controllare l’interazione della discarica con le falde acquifere nelle aree circostanti. La caratterizzazione potrà quindi permettere la ricostruzione di un modello che rappresenti lo stato ambientale di suoli e acque sotterranee, nonché fornire un minimo di dati necessari all’esecuzione di un’analisi di rischio specifica. E naturalmente ciò consentirà anche di stabilire se la contaminazione finora riscontrata sia causata o meno dalla discarica.

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