Mercoledì, 4 Agosto 2021
Nardò

Siciliano: “Su Castellino continuo scaricabarile tra Regione Provincia e Comune”

Il consigliere provinciale ricorda come l'ex sindaco di Nardò Vaglio avesse ottenuto nel 2006 il decreto di chiusura della discarica: ma le varie istituzioni si sono rimpallate le responsabilità senza attivare le procedure

NARDO’ – Era il 2006, quando l’ex sindaco di Nardò, Antonio Vaglio, riuscì ad ottenere dalla Regione Puglia il decreto di cessazione dell’attività della discarica di Castellino: per questo, il consigliere provinciale, Giovanni Siciliano, vicepresidente della Commissione Ambiente, la comunità neretina dovrebbe essergli riconoscente.

Tuttavia, da allora ad oggi, nessuno, tra Regione Provincia e Comune, ha attivato le procedure della messa in sicurezza: “Le responsabilità – afferma - dal 2007 al 2012 sono state esclusivamente della Regione, la quale non ha mai preso a cuore il problema. Nel 2012 la Regione scarica le competenze sulla Provincia. In questi anni, possono testimoniarlo i verbali della quarta commissione consiliare provinciale, il sottoscritto si è sempre battuto per stimolare la soluzione del problema”.

Siciliano ricorda come sia del dicembre 2013 l’incontro a palazzo Adorno tra il sindaco di Nardò, Marcello Risi, il presidente della Provincia, Antonio Gabellone, i consiglieri provinciali ed i funzionari competenti: “L’incontro – afferma - fu da me organizzato. Da quel giorno più nulla. È di qualche settimana fa, l’acquisizione degli atti della discarica di Castellino da parte dei Noe ( nucleo operativo ecologico dell’arma dei carabinieri). Da quel giorno nessuna nota del Sindaco Risi né dell’assessore all’ambiente di Nardò sull’increscioso episodio”.

“Fra un anno – prosegue - scadrà il quinquennio della consiliatura regionale. Fra tre mesi non esisteranno più le Province. Resta in piedi per ancora due anni l’amministrazione comunale di Nardò. Che cosa intende fare il sindaco Risi? È chiaro che le responsabilità non possono non essere, in primis ed in gran parte della Regione, ma anche della Provincia ed inoltre anche del sindaco della città, il quale, nel suo programma, non aveva neanche inserito l’obiettivo di risanamento di Castellino”.

Per domani, 20 marzo, il consigliere provinciale ha chiesto la convocazione della conferenza dei capigruppo, nella quale chiederà che tutti i gruppi politici, in un consiglio monotematico discutano sull’argomento per formulare un atto deliberativo che faccia luce sulla questione e che venga inviato a tutti gli organi competenti, al fine di appurare, una volta per tutte, responsabilità e negligenze, od omissioni.

Il consigliere provinciale di Forza Italia Mino Frasca rivolge un appello al presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone e al sindaco di Nardò Marcello Risi sulla questione cruciale della messa in sicurezza della discarica di Castellino: “Prendo atto - osserva - che il tema della messa in sicurezza della discarica di Castellino è scomparso dalle agende della politica e delle amministrazioni locali. Come se le difficoltà oggettive e le lungaggini burocratiche depotenziassero il problema e svilissero il fatto che una vera e propria bomba ecologica si trovi sotto i piedi dei salentini e minacci il futuro dei nostri figli. Come se le piaghe ambientali di questo territorio non fossero servite da lezione e da monito. Infine, come se il fatto di aver chiuso il conferimento dei rifiuti, banalmente, avesse fatto archiviare la questione.

Anche perché nessuno ci ha mai detto la verità sul potenziale nocivo di quel sito e sugli aggravi, in termini di costo ambientale, che il ritardo della messa in sicurezza sta determinando e continua a determinare giorno dopo giorno. Da cittadino - continua Frasca - rivolgo un appello al sindaco Risi e al presidente Gabellone affinché rispolverino il tema della messa in sicurezza di Castellino, riattivino i canali istituzionali giusti per trovare le risorse e risolvere il problema una volta per tutte. Non è possibile che una questione così delicata, che riguarda la salute dei cittadini e la salubrità dell’ambiente, finisca nel bagaglio delle solite giustificazioni sulla carenza dei soldi necessari per gli interventi o, peggio, come è accaduto in passato, sia oggetto di strumentalizzazione politica. Ritengo che l’amministrazione comunale e quella provinciale debbano agire con forza e determinazione, perché in nessun Paese civile è ammissibile una cosa come questa. La discarica di Castellino deve diventare un capitolo chiuso, ma realmente chiuso. Non solo a parole”.

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