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Ex collaudatori della Prototipo: “Il presidio è sciolto, in attesa di nuove notizie”

La protesta dei lavoratori era ricominciata all'ingresso della pista di Nardò. Ma un colloquio telefonico con la Prefettura di Lecce li ha rassicurati sulla possibilità di una soluzione. Nell'attesa di un nuovo tavolo, il presidio è sciolto

 

NARDO’- Sotto una pioggia battente, di buon’ora, è ricominciato il presidio degli irriducibili lavoratori (ormai ex collaudatori) della pista “Prototipo” di Nardò. La loro vertenza procede tra alti e bassi, momenti in cui la speranza si riaccende per spegnersi immediatamente dopo.

E non si stanno divertendo. Proprio no. Licenziati dalle due cooperative Italian Job e All Service, ormai quasi tre anni addietro, la loro unica possibilità di reintegro passa ora dall’accordo con una nuova cooperativa Copat, che dovrebbe gestire in appalto “l’accumulo chilometrico” e assorbirli per i picchi di produzione. Questo era emerso dall’incontro con la task force, il 9 gennaio, ma da allora non se n’è saputo più nulla.

Questa mattina, un contatto telefonico con il capo di gabinetto della Prefettura di Lecce, Guido Aprea, sembrerebbe aver smosso le acque al punto che gli ex collaudatori, ormai esausti, sono sul punto di sciogliere il presidio. “Abbiamo motivato la ripresa della nostra lotta al dottor Aprea, spiegando di non aver responsabilità dirette su quanto sta accadendo– spiega Salvatore Stasi dei Cobas – ma lui ci ha risposto parlando di una prospettiva di lavoro che sembrerebbe reale”.

Il condizionale su questa annosa vicenda è diventato obbligatorio, perché ogni comunicazione ufficiale su quanto sarebbe emerso nelle trattative tra Copat ed Ntc (la società di servizi che gestisce la pista), è rimandata ad un incontro da fissare la prossima settimana. Probabilmente presso la stessa Prefettura di Lecce.

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