Giovedì, 23 Settembre 2021
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Festività natalizie “tranquille”, Mellone ci riprova. Stop ai botti sino all’inizio di gennaio

Torna l’ordinanza del sindaco che vieta l’accensione, il lancio e lo sparo di fuochi d’artificio, mortaretti e petardi per tutelare incolumità delle persone e serenità degli animali

Petardi e fuochi d'artificio.

NARDO’ – Anche per quest’anno niente botti a Natale e Capodanno in quel di Nardò. Almeno sulla carta. Torna in vigore con la stessa tempistica dello scorso anno l’ordinanza a firma del sindaco Pippi Mellone a tutela della incolumità delle persone e della quiete pubblica. Già a partire dalle 19 della vigilia di Natale e sino alle 7 di martedì 8 gennaio non sarà consentito, infatti, sul territorio comunale accendere, lanciare e sparare fuochi d’artificio, mortaretti, petardi, bombette e simili.

Il divieto è contenuto nell’ordinanza del 20 dicembre scorso, a firma del primo cittadino, con cui si vogliono azzerare i rischi della consuetudine dell’accensione e del lancio di fuochi d’artificio nel corso delle giornate del Santo Natale e degli ultimi giorni dell’anno. In particolare, questa usanza implica il pericolo di danni alla incolumità delle persone e degli animali e una serie di conseguenze per la quiete pubblica in ambito urbano e soprattutto in prossimità di scuole, uffici pubblici e luoghi aperti al pubblico.

I Comuni, in base alla vigente normativa, non possono vietare la vendita degli artifici pirotecnici negli esercizi abilitati quando si tratta di prodotti legali e per i quali è consentita la commercializzazione, ma possono disciplinarne le modalità e i tempi di utilizzo. La violazione dell’ordinanza comporta l’applicazione di sanzioni amministrative di importo compreso tra 25 e 500 euro, il sequestro del materiale e la successiva confisca, fatte salve eventuali e ulteriori sanzioni penali. L’amministrazione comunale neretina, per quanto possibile, ha ritenuto anche quest’anno di disciplinare una consuetudine che in questo periodo dell’anno rappresenta, spesso e volentieri, un pericolo per l’incolumità di tutti, oltre che un disturbo per la quiete pubblica e una minaccia per la serenità degli animali, non solo domestici.

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