Notizie da Nardò

Gerontocomio, vendita o ristrutturazione: si sblocca il futuro dell’incompiuta

Dopo l’abbattimento dell’ex palazzo comunale a Nardò si punta a far rinascere l’immobile abbandonato da oltre vent’anni. Messo all’asta

NARDO’ – Oltre venti lunghi anni di attesa e di abbandono, ma ora un nuovo spiraglio potrebbe finalmente aprirsi per riqualificare e rendere fruibile la seconda delle opere pubbliche incompiute di Nardò: il Gerontocomio, che sorge nella zona in uscita dalla città, tra via Aldo Moro e la direttrice che porta verso la zona dei Pagani. Dopo aver abbattuto lo scheletro in cemento armato del nuovo palazzo del municipio tra via Montale e via dell’Incoronata, per lasciare il posto ad un futuro parco comunale, l’amministrazione di palazzo Personé è chiamata ad una nuova sfida. Ed i primi e decisivi passi sono già stati posti in essere come confermano il sindaco Pippi Mellone e l’assessore al bilancio e patrimonio Gianpiero Lupo. Entro il 20 marzo prossimo infatti si potrà sapere di più sul destino dell’immobile (che nelle intenzioni sarebbe dovuto diventare un istituto di ricovero e di cura per persone anziane e una struttura sanitaria al servizio dei cittadini) che potrebbe essere venduto al miglior offerente, e quindi consentire al Comune di fare cassa per utilizzare poi i proventi in ulteriori opere pubbliche, oppure, in caso di mancata alienazione, dar vita ad un progetto alternativo di ristrutturazione e di recupero funzionale.

L’amministrazione comunale ha infatti già provveduto nei giorni scorsi a far pubblicare il relativo avviso esplorativo attraverso il quale si valuteranno le eventuali proposte di acquisto che dovranno  incrementare il prezzo a base d’asta di un milione e 800 mila euro, secondo la stima fatta dall’area tecnica del Comune. L’edificio ha una superficie complessiva di oltre 1800 metri quadri, e si dispone su tre livelli fuori terra e un piano seminterrato e dal 1998 a oggi non è stato interessato dai necessari interventi per la sua ultimazione. Il risultato è pressoché visibile: un  immobile inutilizzato, abbandonato al suo inglorioso destino, che ha subito devastazioni e atti vandalici e occupazioni indebite ed abusive. E che costituisce un vero pugno nell’occhio anche al cospetto del nuovo e moderno quartiere residenziale che sta sorgendo a poche decine di metri. Ma il disappunto più grande per la comunità di Nardò è per lo spreco di denaro pubblico che non ha portato alla realizzazione delle opere e all’attivazione dei servizi.  Per il Gerontocomio infatti, intorno agli anni 90’, si pensava che i lavori sarebbero giunti a completamento in breve tempo. E invece si sono interrotti e non sono mai più ripresi. Per un esborso per le casse della Regione Puglia di circa due miliardi delle vecchie lire.

L’immobile abbandonato e danneggiato, relegato al suo infausto destino, e l’area del parcheggio antistante (sottoposta nel 2009 anche a sequestro da parte della guardia di finanza perché divenuta ricettacolo di rifiuti di ogni genere), attendono dunque buone nuove sul proprio futuro. Svolta che potrebbe arrivare con il bando pubblico e le due nuove ipotesi messe in piedi dall’amministrazione comunale e per la zona adiacente anche attraverso il completamento delle opere di urbanizzazione appannaggio del nuovo e contiguo complesso edilizio. Già ai tempi del commissariamento del Comune, retto dal già prefetto Giovanni D’Onofrio, dopo l’era del sindaco Vaglio, si era paventata una possibile svolta per il Gerontocomio con un interessamento legato alla realizzazione di un centro di riabilitazione sanitaria (e quindi con un cambio di destinazione rispetto al programma originario) legato ad una proposta di investimento dell’azienda ospedaliera del San Raffaele di Milano. La stessa opera era stata anche inserita nel piano delle alienazioni da parte dello stesso commissario straordinario. Poi nuovamente l’oblio. E la ricerca di soluzioni plausibili anche da parte della precedente amministrazione retta dall’ex sindaco Marcello Risi. E non a caso negli anni scorsi lo stesso immobile (così come l’ormai scheletro dell’ex palazzo comunale ora abbattuto) era stato impietosamente iscritto nell’elenco dell’Anagrafe delle opere incompiute reso noto dal governo Renzi. Ora si attendono i nuovi sviluppi mentre il monolite di cemento campeggia a ridosso della nuova area mercatale e mette in risalato tutti i segni dell’incuria, degli attacchi e delle razzi vandaliche, e del tempo buttato via.  “Un patrimonio di immobili che da anni è fermo e trascurato non è utile agli interessi dell’ente e della città, anzi li danneggia visto che fisiologicamente tende a deteriorarsi e a perdere di valore” il commento del sindaco Pippi Mellone, “il gerontocomio abbandonato, altro simbolo impressionante di una politica incapace e sprecona, così non serve a nessuno. Se nel caso del palazzo dell’Incoronata il recupero era tecnicamente impossibile, qui la situazione è diversa e pensiamo si tratti di un immobile che, previa ristrutturazione, può avere molteplici destinazioni e ipotesi di utilizzo. Senza dimenticare il valore strategico che ha in virtù della posizione in un’area della città particolarmente interessante. Anche in questo caso le risorse eventualmente ricavate dalla vendita saranno destinate a opere pubbliche essenziali, cioè strade, acqua e fogna, che molti neretini aspettano da decenni”.

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Il primo tentativo di rianimare l’immobile del Gerontocomio sarà quindi quello della vendita all’asta attraverso il bando già in esecuzione. Ma se non dovessero pervenire offerte di acquisto saranno valutate  anche altre manifestazioni di interesse (con contratti di concessione o  partnership pubblico-privato) finalizzate alla ristrutturazione, completamento e riutilizzo della struttura. Le possibilità di dare una nuova vita a questa eterna incompiuta della città, peraltro, non finiscono qui, perché nei mesi scorsi il Comune di Nardò ha partecipato ad un bando dell’Inail che mette a disposizione diversi milioni di euro per il recupero di immobili pubblici e il cui esito non si è ancora concluso.

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