Mercoledì, 28 Luglio 2021
Nardò

Mega porto turistico a Sant’Isidoro. Bandiera nera di Goletta sul progetto

Nuova bocciatura da parte degli ambientalisti sul progetto di realizzazione del porto turistico di Nardò da 600 posti barca e 36ettari d'insediamento sul litorale. Assegnata la bandiera nera alla società e appello per il no del Comune

Una veduta di Sant'Isidoro (foto di Antonio Quarta).

NARDO’ - Sventola inesorabile la bandiera nera di Goletta Verde sul progetto, ancora in auge, del porto turistico di Nardò, lungo litorale di Sant’Isidoro. Gli ambientalisti hanno issato il vessillo, non certo ambìto, sull’idea progettuale della società  “Porto Nereo srl” che a quanto pare sembra aver ripreso vigore in questi ultimi giorni dopo che anche il Consiglio comunale neritino aveva demandato ogni sorta di decisione alle valutazioni della Regione.

Già dalla presentazione del progetto nello scorso anno per Legambiente Puglia il megaprogetto sul litorale di Nardò era stato definito un’opera faraonica "incompatibile con l’area marina protetta e con un territorio di pregio”. Ed ora una nuova bocciatura del Cigno verde e degli attivisti della bialbero Catholica, che si aggiunge agli altri formulati in questi mesi, da quando la società Porto Nereo srl ha proposto all’amministrazione del sindaco Marcello Risi un progetto considerevole: con un investimento pari a 65 milioni di euro, circa 600 posti barca per natanti fino a 26 metri di lunghezza, 36 ettari complessivi di insediamento per la realizzazione di opere a mare e a terra.

Con la bandiera nera assegnata da Goletta Verde alla società che ha presentato l’idea progettuale, Legambiente chiede alla stessa amministrazione comunale di Nardò di assumere impegni chiari.

“Il Comune di Nardò ha sì rispedito al mittente la richiesta avanzata lo scorso anno, dichiarandosi incompetente rispetto all’iter autorizzativo e rimbalzando la questione agli uffici regionali, ma non si è mai espresso nel merito della vicenda”  precisano  Francesco Tarantini e Maurizio Manna, rispettivamente presidente e direttore di Legambiente Puglia, “un intervento così massiccio richiederebbe tra l’altro un lungo e complicato processo di riperimetrazione dell'area marina protetta e sarebbe ben strano che dopo anni in cui il Comune di Nardò si è speso per l'ampliamento dell'area marina protetta, scontrandosi con le rigidità del comune limitrofo, oggi voglia avviare un percorso inverso. Al sindaco chiediamo quindi di sostenerci in questa battaglia, piuttosto che assumere posizioni ambigue”.

foto 5-8-10Un megaporto che ha quindi incassato la bandiera nera e il pollice verso degli ambientalisti. Che definiscono l'opera turistico e ricettiva “tanto mastodontica, quanto inutile, dannosa e controproducente per la stessa vocazione turistica del territorio di Nardò. Una follia di puro cemento che andrebbe a intaccare la stessa Area marina protetta di Porto Cesareo”. Ed è per queste ragioni che dalla Goletta Verde di Legambiente (la campagna di monitoraggio e informazione sullo stato di salute delle coste e del mare) è giunta la decisione di assegnare la bandiera nera per la società “Porto Nereo srl” che in questi giorni ha ripresentato il progetto per un porto da seicento posti barca nell’area di Sant’Isidoro del comune salentino.

“Pensavamo di non dover più parlare di questa ipotesi scellerata” attaccano Tarantini e Manna, “ma evidentemente c’è chi si ostina a pensare che lo sviluppo socio-economico di un territorio passi per il cemento sulla costa e per opere faraoniche in riva al mare, piuttosto che per la tutela e valorizzazione delle risorse ambientali, paesaggistiche e archeologiche. La notizia del nuovo tentativo della società Nereo di ricevere l’autorizzazione per la costruzione di quest’opera faraonica” concludo da Legambiente, “ci sorprende ma non ci spaventa. Faremo barricate per fermare quest’assurdo progetto che non è solo molto impattante, ma comporterebbe la modifica del decreto istitutivo dell'area marina protetta”.

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