Lunedì, 26 Luglio 2021
Nardò

I ponti del falso dentista di Nardò. Parte il sequestro

Su mandato della Procura di Lecce i carabinieri di Gallipoli si sono recati nello studio di un odontotecnico sospettato di esercitare abusivamente la professione medica. Requisita tutta l'attrezzatura

Pare che i lavori non fossero proprio a regola d'arte e che diversi clienti di fossero lamentati. E quando si lamentano i clienti di un dentista, difficile non starli a sentire. Con i dolori si vedono le stelle e le urla non sono certo di giubilo per aver scoperto una nuova costellazione. Le fitte e gli spasmi si sono così trasformati in denunce e la magistratura ha voluto dare un'occhiata e capire un po' dove fosse l'inghippo. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce ha quindi affidato questa mattina un mandato di perquisizione a carico dello studio di un 37enne di Nardò. Il dubbio era che l'uomo potesse svolgere vera e propria attività di odontoiatra, pur essendo "solo" un odontotecnico. Una bella differenza, considerando che la seconda figura non è quella di un medico e che, come si dice in gergo, gli odontotecnici non potrebbero "mettere le mani in bocca" ai pazienti.

Ed il sospetto di esercizio abusivo della professione è abbastanza fondato, secondo gli inquirenti, che hanno denunciato a piede libero il 37enne neretino e sottoposto a sequestro probatorio il materiale utilizzato per gli interventi sanitari. Le indagini sono tuttavia ancora in corso per acquisire ulteriori elementi per la valutazione da parte dell'autorità giudiziaria. Durante l'operazione di questa mattina è stato anche nominato dai carabinieri della compagnia di Gallipoli un medico odontoiatra in servizio presso l'Asl Le/1 di Nardò che ha collaborato nell'individuazione dei materiali e delle attrezzature presenti nei locali.

Tutto l'armamentario posto sotto sequestro è composto da una confezione di cemento per fissaggio provvisorio di corone e ponti a base di zinco, ossido - eugenolo di marca "Temp Bond", un martelletto odontoiatrico utilizzato per togliere le protesi dentarie, una confezione di spatole in legno abbassa lingua di marca "Veclam", una bacinella reniforme in acciaio, tre strumenti in acciaio utilizzati per l'ispezione e la cura dei denti, novanta "cucchiai porta impronte" utilizzati per la rilevazione delle impronte dentarie, un cestello garze in acciaio con all'interno 18 tamponi e una confezione da 50 pezzi di mascherine monouso di marca "Euronda". Un vero e proprio gabinetto dentistico, per una persona che probabilmente dentista non era.

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