Domenica, 25 Luglio 2021
Nardò

Idrovolanti pronti al “decollo” da Santa Maria al Bagno. Nuovo via libera dal Tar

La recente sentenza ha legittimato l’iter per la realizzazione della idrosuperficie nella marina neretina legata al progetto Swan per i collegamenti con la Grecia. Rigettato il ricorso a tutela del Giardino della Memoria che anche per i giudici non subirà impatti negativi

NARDO’ - Ancora buone nuove dal versante giudiziario per l’amministrazione comunale di Nardò  e per il progetto Swan che prevede la realizzazione di una idrosuperficie a Santa Maria al Bagno. Nonostante le resistenze e le preoccupazioni in merito alla tutela del Giardino della Memoria, che insiste nel tratto del litorale della marina destinato ad ospitare la nuova infrastruttura, i giudici amministrativi hanno ancora una volta legittimato l’iter procedurale relativi all’approvazione del progetto legato alle rotte degli idrovolanti.      

Nel mese di febbraio infatti Pierluigi Congedo, proprietario di un’abitazione vicina al Giardino della Memoria (sul lungomare Lamarmora di Santa Maria al Bagno) e presidente del comitato civico, aveva impugnato gli atti amministrativi relativi al progetto degli idrovolanti sul quale l’amministrazione del sindaco Pippi Mellone punta per incrementare l’economica e la mobilità turistica del territorio.

Lo scorso anno infatti il Comune di Nardò ha ottenuto un finanziamento a fondo perduto nell’ambito del programma europeo Interreg Grecia/Italia 2014/2020, per un importo di 533 mila euro, per l’installazione di una idrosuperficie, con mini terminal, nella marina di Santa Maria al Bagno di Nardò. Il finanziamento è ovviamente condizionato alla realizzazione dell’opera nei prossimi mesi. I lavori sono già stati affidati nel maggio scorso con apposita determina dirigenziale.    

Sul progetto dell’opera pubblica, redatto dall’ingegnere Antonio Vaglio, si è tenuta una conferenza dei servizi per l’acquisizione dei pareri da parte delle autorità competenti. La conferenza dei servizi si è conclusa lo scorso mese di novembre con l’acquisizione di tutti i pareri favorevoli alla realizzazione dell’opera, compreso quello della Soprintendenza.

Lo scorso 15 febbraio però proprio le risultanze della conferenza dei servizi ed i pareri acquisiti, in particolare quello della Soprintendenza, e tutte le autorizzazioni consequenziali all’approvazione del progetto, sono state impugnate con un ricorso al Tar posto a difesa dell’abitazione del ricorrente e presidente del comitato di Santa Maria al Bagno.

All’udienza camerale tenutasi lo scorso 10 marzo i legali del ricorrente avevano rinunciato all’istanza di sospensione che avevano richiesto contro i provvedimenti impugnati.

Nel pomeriggio dello stesso giorno i legali hanno poi notificato un ulteriore ricorso straordinario presentato al Presidente della Repubblica e intestato a Bruno Congedo, padre del ricorrente e comproprietario della medesima abitazione, che contestava, per le stesse ragioni del figlio, i provvedimenti già impugnati da quest’ultimo.

Anche in questo caso l’amministrazione comunale di Nardò ha deciso di costituirsi in giudizio e di trasporre il giudizio al Tar di Lecce, con l’avvocato Paolo Gaballo, che ancora una volta ha evidenziato la corretta la localizzazione dell’opera pubblica lungo la costa neretina, trattandosi di scelte che, pur essendo riservate alla discrezionalità dell’amministrazione, erano state adeguatamente istruite e motivate, tenendo conto anche del Giardino della Memoria. E visto che lo stesso sarebbe stato riqualificato, valorizzato ed impegnato solo in minima parte, senza alcun impatto secondo le tesi proposte dal Comune.  

Con la sentenza dei giudici della prima sezione del Tar di Lecce, presidente Ettore Manca, accogliendo anche le motivazioni del legale del Comune, hanno rigettato il ricorso di Bruno Congedo, ritenendolo infondato. Secondo il Tar infatti, come riporta la sentenza, “l’amministrazione ha esercitato i propri poteri discrezionali senza omettere di valutare e comparare tutti gli interessi coinvolti dalla scelta localizzativa e in particolare l’interesse alla conservazione del valore simbolico del Giardino della Memoria”.

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