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Un'immagine dell'area.

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Il Comune pronto a valorizzare la necropoli neolitica del pianoro di Serra Cicora

La Regione ha finanziato con 120 mila euro l’acquisizione dell’area del litorale neretino ricca di testimonianze di rilevanza storica e archeologica

NARDO’ – Una nuova acquisizione da parte del Comune di Nardò per valorizzare le testimonianze archeologiche custodite nella zona prospiciente il parco naturale di Porto Selvaggio. Grazie all’impiego di un apposito finanziamento pari a 120 mila euro messo a disposizione dalla Regione, l’amministrazione comunale neretina potrà portare a compimento l’acquisizione al patrimonio pubblico del pianoro di Serra Cicora, un sito ricco di preziose testimonianze storiche e  archeologiche e già al centro di una campagna di scavi condotta dall’Università del Salento tra il 1998 e il 2005, a seguito di una segnalazione del Gruppo Speleologico Neretino. Può proseguire quindi l’attività da recupero e valorizzazione del patrimonio archeologico messo in auge da tempo dal Comune che sta investendo risorse e progettualità mirate in tale direzione. Il pianoro di Serra Cicora in particolare è stato da tempo attenzionato come parte di territorio ricco di testimonianze di alta valenza storica e per questo già dichiarato bene di interesse culturale dalla direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia che lo ha sottoposto a vincolo nel 2013.

Il Comune di Nardò potrà contare ora su questo importante finanziamento che è stato accordato in virtù della legge regionale ad hoc che prevede che la Regione conceda contributi straordinari ai Comuni pugliesi per l’acquisizione di beni culturali e di beni di notevole interesse culturale e sociale, allo scopo di valorizzare il patrimonio culturale e il turismo. “Portiamo a casa un risultato che la città insegue da molti anni da quando cioè abbiamo avuto la certezza che su quel pianoro ci sono testimonianze archeologiche dall’importanza enorme” commenta l’assessore all’Ambiente, ai parchi e ai musei, Mino Natalizio, “abbiamo sfruttato l’opportunità di questi contributi straordinari della Regione Puglia per l’acquisizione al patrimonio pubblico di beni di interesse culturale, ottenendo risorse che sarebbe stato complicato reperire altrimenti. È un fatto che ha una rilevanza straordinaria perché arricchisce di fatto la dotazione del distretto archeologico di Portoselvaggio e, una volta fatto uno sforzo doveroso in termini di valorizzazione, rende il territorio ancora più attraente dal punto di vista culturale e turistico”.Serra Cicora 7-2

Il pianoro in questione si trova nella località rivierasca di Serra Cicora e domina un tratto di costa a poca distanza dalla baia di Uluzzo e da Torre Inserraglio. Sul sito sono state registrate frequentazioni in epoca neolitica lungo un arco di tempo che va dai primi secoli del VI° sino a buona parte del V° millennio avanti Cristo. Il sito è circondato da un muro a doppia cortina di grossi blocchi (che si è conservato per circa 160 metri), la cui costruzione risale al neolitico antico. Nell’area antistante sono state rinvenute anche una sepoltura e altre strutture funerarie. Si tratta di circoli di pietre contenenti inumati, sepolture singole in fossa o sulla nuda roccia, che costituiscono un vero e proprio monumento megalitico. Il pianoro di Serra Cicora viene considerato come uno degli esempi meglio documentati di necropoli in Italia meridionale, grazie al buono stato di conservazione delle strutture, all’organizzazione dei luoghi destinati ai defunti, alla complessità dei rituali attestati, alla quantità di dati recuperati. In generale, il sito offre uno spaccato della realtà sociale, culturale e funeraria delle genti neolitiche, una realtà particolare per l’età avanzata, la presenza di stress da lavoro e le modalità di seppellimento dei defunti.

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