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Incendio “divora” gelsi dell’Incoronata, comitato chiede più tutela del verde

Le fiamme in un terreno adiacente il viale che porta all'antica chiesa hanno distrutto alberi centenari. Sollecitate le istituzioni

NARDO’ – Uno dei tanti incendi sviluppati all’interno di terreni e alimentati dall’erba secca e le sterpaglie ai bordi delle strade e stavolta a pagarne le conseguenze sono stati anche i caratteristici alberi di gelso della zona dell’Incoronata di Nardò. L’incendio si è sviluppato nella giornata di domenica a ridosso del viale alla periferia della cittadina che conduce verso l’omonima chiesa dell’Incoronata e nella zona che ospita la costruzione abbandonata da anni che avrebbe dovuto ospitare la nuova sede degli uffici comunali. Proprio a ridosso della zona dove svetta l’opera incompiuta tra via Montale e via dell’Incoronata sono andati distrutti i gelsi che secondo alcune stime rappresentano circa quattrocento anni di storia verde della città neretina. Divorati dalle fiamme alcuni essenze sono ricadute anche sulla strada causando anche difficoltà alla circolazione.

Sull’episodio sono intervenuti anche i componenti del comitato civico Salviamo la Sarparea che, mentre continuano la loro azione di sensibilizzazione e di contrasto alla lottizzazione nel bosco monumentale nella campagne del litorale tra sant’Isidoro e torre Inserraglio, hanno deciso di accendere un faro su questo pezzo di patrimonio arboreo che non tutelato a dovere ha subito ora la devastazione causata dalla forza distruttive delle fiamme. Il comitato Salviamo la Sarparea ha annunciato che  procederà in queste ore a segnalare agli organi competenti il grave episodio legato all’incendio della zona dell’Incoronata nel tentativo di ricercare le responsabilità e le mancanze da parte dei soggetti preposti a tutelare il territorio e le aree verdi oltre all’assenza di moduli antincendio.

19059795_1400079590053822_6315227269050753613_n_1-2“Sono andati in fumo quattrocento anni di storia verde e noi del comitato Salviamo la Sarparea commentiamo con profondo dolore i risvolti dell'incendio che nei giorni scorsi ha devastato gli storici gelsi sul viale antistante la chiesa dell'Incoronata, alla periferia della città” scrivono dal sodalizio civico, “Roberto Malerba di Tuglie ha dedicato tutta la sua vita a censire e a studiare i gelsi del Salento e le qualità nutrizionali delle sue more, in collaborazione con insigni professori dell'Università del Salento e con l'oncologo Giuseppe Serravezza. Egli aveva stimato che i gelsi dell'Incoronata avessero circa 400 anni o poco meno. Per tale motivo, lo stesso la considerava la più importante alberatura di gelsi del nostro territorio".

"Sino a quando l’alberatura è stata di proprietà di Francesco Zuccaro, don Ciccio” rammentano con memoria storica dal comitato, “essa veniva potata ogni anno con un certosino lavoro di cornettatura. I rami caricati sui due carrettoni aziendali e condotti da Ciccio Muci e Pantaleo Montinaro, venivano portati alla masseria Brusca e utilizzati per alimentare le vacche podoliche. I residui, ben poco, venivano impiegati come combustibile per i camini e per il forno della medesima masseria. “Purtroppo, ancora una volta, abbiamo assistito alla fine di queste vite plurisecolari” concludono dal comitato Salviamo la Sarparea, “due giorni fa, un banale incendio è divenuto assassino, e la colpa è dell'uomo, sia di chi ha innescato le fiamme, sia di chi non ha fatto nulla per evitarlo”.                       

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