Nardò

Mellone e Albano ritrovano l’intesa sui reflui. No alla condotta e nuovo protocollo

Dopo un confronto tra le due amministrazioni di Nardò e Porto Cesareo tracciato un nuovo percorso comune per evitare lo scarico a mare e garantire la rete fognante

NARDO’- Dopo le frizioni e le contrapposizioni territoriali sul nodo della gestione dei reflui fognari e della revoca di parte del protocollo d’intesa con Aqp e Regione da parte del consiglio comyunale neretino, ora le due amministrazioni di Nardò e Porto Cesareo sposano un nuovo percorso comune.

Dopo la ritrovata intesa si predispone un  nuovo protocollo d’intesa da sottoporre all’attenzione degli enti regionali. E dal nuovo percorso intrapreso dalle due municipalità si viaggia sempre verso un maggiore allontanamento dello scarico a mare e  della realizzazione di una condotta sottomarina lungo il litorale di Torre Inserraglio. Nel contempo però si cercherà di salvaguardare il completamento  della rete fognante nelle marine e nel territorio di Porto Cesareo, garantendo il collettamento al depuratore di Nardò e l’affinamento al massimo livello dei reflui per il loro riutilizzo per gli usi irrigui e in agricoltura evitando il mare quale recapito finale delle acque  depurate.

E’ questa la mediazione  tra le due amministrazioni che si sono riuniti congiuntamente nella serata di ieri a palazzo Personè, su invito del sindaco Pippi Mellone, per un incontro ristretto agli addetti ai lavori per affrontare da vicino la questione  della gestione dei reflui alla luce delle ultime vicende amministrative. Un incontro al quale hanno partecipato i sindaci di Nardò (Pippi Mellone), Porto Cesareo (Salvatore Albano) e Avetrana (Antonio Minò) e al quale, oltre ai referenti delle rispettive amministrazioni e degli uffici tecnici, ha preso parte il consigliere regionale Cristian Casili.  

Mellone e Albano hanno convenuto di intraprendere un percorso comune e condiviso che possa consentire di avere garanzie di tutela ambientale per il litorale. Il compromesso raggiunto al termine di un lungo e articolato confronto contempla la disponibilità massima del Comune di Nardò al collettamento del depuratore di Porto Cesareo a quello neretino (presupposto per il completamento della rete fognaria cesarina), e il sostegno della comunità cesarina alla richiesta dell’amministrazione di Nardò alla Regione  e ad Aqp per il potenziamento del depuratore neritino e per la realizzazione di un sistema avanzato di depurazione e affinamento dei reflui al massimo livello (anche mediante depuratori modulari per adeguare l’impianto alla portata necessaria alle esigenze dei residenti, il cui numero cresce soprattutto nel periodo estivo), che ne consenta poi il riutilizzo in agricoltura.

Di fatto è stata avallata la scomposizione del protocollo d’intesa, in parte già revocato dall’amministrazione comunale neretina qualche settimana fa, con il ripudio comune della condotta per lo scarico a mare, almeno di quella prevista dal protocollo stesso, cioè “allungata” fino a due chilometri. È emerso il convincimento comune che a valle di un sistema così strutturato, la condotta a raso, a soli fini emergenziali e comunque con scarico controllabile, non rappresenterebbe una minaccia per il mare. Il prossimo passo dopo la nuova intesa sarà la stesura congiunta di un protocollo d’intesa per mettere “nero su bianco” i punti dell’accordo da sottoporre quanto prima all’attenzione della Regione Puglia e di Aqp.

“Questa è e resta la strada migliore possibile” commenta il sindaco Pippi Mellone, “per le esigenze generali di tutela ambientale e per le richieste specifiche delle due comunità. È emerso un dato fondamentale, cioè che non fare la condotta sottomarina prevista da quel protocollo scellerato non significa impedire la rete fognaria a Porto Cesareo, che è una aspettativa sacrosanta dei cesarini. Sono fiducioso che una volontà comune possa essere utile per indurre Regione e Aqp a rivedere le scelte su questo territorio, che peraltro sono inspiegabili se altrove si cercano e si mettono in atto soluzioni logiche, di salvaguardia ambientale e tecnologicamente avanzate”.

Toni più distesi anche da parte della comunità cesarina. “Come più volte ribadito durante l’incontro, ora tali accordi devono essere riportati nero su bianco” chiarisce il sindaco di Porto Cesareo, Salvatore Albano, “sarebbe il caso che il Comune di Nardò, dopo la revoca del protocollo d’intesa, da cui sono state stralciate sia la realizzazione della condotta sottomarina che il collettamento della rete fognaria di Porto Cesareo a quella neretina, ritornasse in consiglio comunale per riapprovare quest’ultimo punto. Porto Cesareo, di contro, ritirerebbe il ricorso al Tar fatto in seguito alla revoca parziale del documento in questione. Sarebbe questo il primo passo verso un impegno comune per il territorio ed il nostro mare. Naturalmente un plauso va a tutti coloro che hanno partecipato a questa battaglia civile, che annota solo vincitori. Ringrazio il Comune di Nardò, il Comitato per la Tutela della Salute Pubblica, l’Amp, Legambiente, l’associazione Città Aperta e le altre associazioni operanti sul territorio, oltre ai gruppi politici di minoranza e ogni singolo cittadino che si è adoperato, anche in minima parte, per il raggiungimento di questo risultato”.

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