Mercoledì, 28 Luglio 2021
Nardò

Busta e proiettile all'imprenditore Maurizio Pasca: intimidazione atto secondo

Il sindaco Risi solidarizza con il gestore del ristorane "Quattro Colonne" di Santa Maria al Bagno e presidente del Silb: "Queste intimidazioni di chiaro stile mafioso ci fanno schifo". A maggio erano stati dati alle fiamme due gazebo. Le indagini dei carabinieri non eslcudono alcuna pista

SANTA MARIA AL BAGNO (Nardò) - Una lettera dai toni minacciosi, un proiettile d’accompagnamento e una frase conclusiva che non ha bisogno di troppe interpretazioni: “Il prossimo…”. Intimidazione all’imprenditore Maurizio Pasca, atto secondo. Questo in apparenza, perché in realtà non è ancora ben chiaro se sia realmente il seguito di un danneggiamento risalente al 5 maggio scorso o se la busta sia contestuale a quell’episodio ma scoperta per puro caso soltanto nel pomeriggio di domenica 1° giugno. 

Bisogna fare un passo indietro per comprendere meglio la vicenda. Ai primi del mese scorso, il titolare del ristorante “Quattro Colonne” di Santa Maria al Bagno, marina di Nardò, e presidente della sezione leccese del Silb, Sindacato italiano locali da ballo, aveva subito la parziale distruzione di due gazebo di legno, bruciati con una bottiglia incendiaria.

Una scoperta fatta soltanto il mattino dopo da alcuni operai. Erano arrivati sul posto per eseguire lavori di manutenzione. Domenica, aprendo la porta di una piccola stanza usata come deposito, è stata scoperta anche quella busta. Ed è partita la nuova chiamata ai carabinieri della stazione di Nardò, che stanno seguendo il caso sotto il coordinamento della compagnia di Gallipoli.

La busta, che conteneva un proiettile calibro 38 e un “avviso” si trovava in un posto che rimane quasi sempre chiuso, al quale Pasca accede di rado. Ecco perché non si può del tutto escludere a priori che qualcuno abbia scavalcato il perimetro, sia introdotto all’interno e abbia lasciato la busta lo stesso giorno in cui è stato compiuto il danneggiamento. O persino prima. Insomma, non è affatto chiaro a quando realmente risalga il gesto. Indipendentemente da questo, resta ovviamente inalterata tutta l'inquietudine per simili fatti, che forse non casualmente si pongono proprio a ridosso di una nuova stagione estiva. 

“Ancora una volta esprimo la solidarietà mia personale a Maurizio Pasca e di tutte le istituzioni cittadine”, commenta oggi il sindaco di Nardò, Marcello Risi.

“Queste intimidazioni di chiaro stile mafioso ci fanno schifo – dice senza mezzi termini - e troveranno la ferma reazione di tutta la nostra comunità. Affermare la legalità è dovere irrinunciabile. Dobbiamo essere tutti impegnati a non dare tregua alla criminalità”. Sul movente, le piste sono diverse e vanno dall’attività del sindacato, impegnato contro l’illegalità nel settore dei locali notturni, alla stessa attività imprenditoriale di Pasca. 

E solidarietà arriva anche da Gallipoli. Il sindaco Francesco Errico e l’amministrazione comunale. “Apprendiamo la  notizia con profondo sdegno". E poi un "incoraggiamento a non lasciarsi intimidire. Davanti a simili gesti di subdola intimidazione non si può  che esprimere un giudizio di dura e ferma condanna. E’ necessario che le  Istituzioni facciano quadrato intorno agli imprenditori che sempre più frequentemente subiscono inqualificabili attacchi perché comprendano di  non essere soli nel fronteggiare tali vili aggressioni e tentativi di
destabilizzazione e trovino il coraggio di andare avanti".  

"Auspichiamo - concoldono sindaco e amministrazione -  che quanto accaduto non intacchi  l’impegno di Pasca  nella lotta contro   l’abusivismo e porgiamo un sentito incoraggiamento ad andare avanti”.

Per Salvatore Antonazzo, presidente della Commissione ambiente e consigliere con delega alle Politiche sulla sicurezza, “le istituzioni democratiche e le forze sociali neretine sapranno respingere, come sempre, ogni forma di intimidazione e violenza e in particolare continueranno a sostenere l’azione delle forze dell’ordine per affermare la legalità".

" Ogni tentativo di portare lo scontro su altri terreni va respinto con forza da parte di tutti i soggetti politici - dice -, istituzionali e sociali coinvolti.  E’ fondamentale isolare chi volesse assumere la minaccia come forma di dissenso; il ricatto e la violenza restano crimini contro la persona e non possono assumere altri connotati".

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