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Ispettori ambientali, un anno di controlli: info su raccolta e multe per 19 mila euro

Sono stati in totale circa 350 i servizi effettuati sul territorio di Nardò dagli ispettori comunali impegnati a contrastare l’abbandono dei rifiuti e promuove la differenziata e la tutela ambientale

NARDO’ - Ad una manciata di giorni dalla fine dell’anno arriva il bilancio complessivo dell’attività degli ispettori ambientali “ingaggiati” dal Comune di Nardò  per fronteggiare le problematiche inerenti l’abbandono dei rifiuti, il rispetto delle norme della raccolta differenziata e la sensibilità verso le tematiche ecologiche. Sono stati in totale circa 350 i servizi effettuati sul territorio e quasi 19 mila euro di sanzioni per violazioni dei regolamenti comunali e delle ordinanze sindacali in tema di deposito, gestione, raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Questo, in sintesi, il resoconto del lavoro dei venti ispettori ambientali comunali, con il coordinamento di Wanda Dolce e sotto l’egida tecnico-operativa del comando della  polizia locale e dell’assessorato all’Ambiente.

Molte delle violazioni hanno riguardato l’ordinanza del sindaco Pippi Mellone che dal febbraio del 2019 ha fissato le regole del sistema di raccolta differenziata e quindi modalità di raccolta e differenziazione dei rifiuti. Sorprendente il numero delle sanzioni per abbandono dei rifiuti, un malcostume che continua ad imperversare nelle strade di periferia e nelle campagne e in qualche caso anche in aree urbane.

“Quello degli ispettori ambientali è un lavoro importante, da un lato perché consente di scovare tante piccole e grandi violazioni in materia di rifiuti e quindi di punire chi non ha un comportamento corretto, dall’altro perché affianca i cittadini e li aiuta a capire i comportamenti giusti” evidenzia l’assessore all’Ambiente, Mino Natalizio, “ringrazio gli ispettori per quello che fanno, ma sono sempre convinto che la repressione sia solo un pezzo del mosaico complessivo, che ci impone di voltare pagina tutti quanti nell’approccio al contesto che ci circonda”.

 Gli ispettori, a seguito di segnalazioni e attività di monitoraggio, hanno agito con appostamenti, con fototrappole mobili e con la verifica della composizione e dell’origine dei rifiuti abbandonati, risalendo spesso all’identità dei responsabili. Significativa anche l’attività repressiva in materia di mancata differenziazione dei rifiuti, anche in questo caso a seguito di segnalazioni dell’azienda che si occupa del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti urbani. Ma su questo fronte gli ispettori ambientali hanno affiancato una costante opera di informazione e sensibilizzazione.

“Siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto nel 2020” dice la coordinatrice degli ispettori ambientali Wanda Dolce, “tanti controlli, tanta attività di monitoraggio e tanta opera di sensibilizzazione, che riteniamo una parte cruciale del nostro lavoro. Abbiamo aiutato tante persone a capire solo mediante una chiara spiegazione per esempio del corretto conferimento, altre speriamo capiscano, perché magari hanno avuto una multa, altre temo abbiano bisogno di maturare una consapevolezza diversa sull’ambiente”.

Ulteriori servizi sono stati effettuati con attività di vigilanza sulle aree pubbliche destinate a mercato e sulle isole ecologiche a servizio delle spiagge, con controlli sulle attività commerciali nelle marine  con verifiche sull’utilizzo dei cestini stradali per i rifiuti domestici. Infine, un altro “terreno” di frequenti violazioni è stato quello dell’utilizzo del sacco nero in plastica per la raccolta, espressamente vietato.

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