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Martedì, 30 Novembre 2021
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Lidi ok anche in assenza del Piano coste. Il Tar “sospende” blocco del Comune

Nuovo pronunciamento dei giudici sulla richiesta di una società per una concessione sul litorale di Santa Maria al Bagno. Sospesa la delibera del Comune che rimandava all’esito di un bando di gara. A marzo decisione di merito. Gaballo: “Istruttoria diretta”

NARDO’ – Un nuovo pronunciamento del Tar di Lecce rimescola le procedure per l’istruttoria e il rilascio delle concessioni demaniali finalizzate per lo più all’insediamento di nuovi stabilimenti sul litorale anche in assenza del Piano comunale delle coste. I giudici amministrativi infatti hanno accolto la richiesta di sospensiva avanzata da una società che nei mesi scorsi aveva presentato, così come altre, una richiesta al Comune di Nardò per il rilascio di una concessione demaniale lungo il tratto costiero del lungomare di Santa Maria al Bagno, ma aveva dovuto fare i conti con la decisione dell’amministrazione comunale di posticipare il rilascio delle autorizzazioni al prossimo anno e dopo la pubblicazione di un bando di gara. Il Tar ha quindi sospeso temporaneamente l’efficacia della delibera comunale che di fatto bloccava l’esame e l’istruttoria diretta per il rilascio delle concessioni e rimandava il tutto alla comparazione delle domande degli imprenditori in seguito alla pubblicazione del relativo bando di gara. L’ordinanza del Tar ha ora fissato al 19 marzo del 2015 l’udienza di merito sulla questione.                

E’ accaduto infatti che, anche recentemente, numerosi imprenditori hanno presentato richieste di concessioni demaniali per realizzare stabilimenti balneari lungo la costa del Comune di Nardò, da tempo priva di tali strutture. L’amministrazione comunale di palazzo Personè, come altre municipalità salentine, sino ad ora non è ancora riuscita a dotarsi del Piano comunale delle coste (i cui elaborati tecnici sono comunque al vaglio e attendono le valutazioni della Regione), che dovrebbe individuare i siti idonei. Ma come disposto anche recentemente dal Consiglio di stato, in attesa della conclusione dell’iter di approvazione del Piano comunale delle coste, onde evitare di negare e ledere il diritto d’impresa dei richiedenti, le amministrazioni possono procedere ad istruire le istanze per il rilascio di nuove concessioni demaniali nei siti ritenuti concedibili, attenendosi alle sole previsioni del Piano regionale delle coste. Secondo quanto eccepiscono i richiedenti delle concessioni sul litorale neritino quindi, il dirigente del settore urbanistica, in tale direzione, avrebbe dovuto istruire le domande presentate dagli interessati ed eventualmente rilasciare già le autorizzazioni.   

Lo scorso mese di ottobre invece la giunta comunale del sindaco Risi, affrontando la questione,  decideva e dava mandato agli uffici competenti di riscontrare tutte le domande in arrivo, comunicando che le concessioni demaniali sarebbero state assegnate con dei bandi di gara che sarebbero stati pubblicati solo il prossimo anno. Tale intendimento veniva comunicato anche alla società Kaikko srl, nel mese di novembre, in risposta all’istanza di concessione per uno stabilimento balneare da realizzare sul lungomare Lamarmora di Santa Maria al Bagno. La società rivolgendosi all’avvocato Paolo Gaballo, promuoveva un ricorso innanzi al Tar Lecce, chiedendo la sospensione della delibera, che, a suo dire, rinviando il rilascio della concessione a dei bandi (che peraltro inizialmente venivano annunciati solo per il prossimo anno), pregiudicava fortemente l’interesse economico ad investire nel territorio. Una procedura che il Comune ha tentato poi di semplificare e velocizzare solo il 10 dicembre scorso, prefigurando forse già l’intendimento del Tar, con una direttiva a firma del sindaco Risi e dagli assessori all’Ambiente (Francesca De Pace) e all’Urbanistica (Maurizio Leuzzi) con la quale si stabiliva che il Comune avrebbe pubblicato rapidamente i bandi nei 15 giorni seguenti.

Nonostante ciò il Tar concedeva la sospensiva sulla richiesta avanzata contro la delibera originaria che bloccava le istruttorie in attesa dei bandi. Nel ricorso, in particolare, l’avvocato Gaballo ha evidenziato “che il Comune si era avvalso di un potere di sospensione delle pratiche demaniali che non era previsto dalla legge regionale, che, invece, consente il rilascio di concessioni anche in assenza del Piano comunale delle coste. E in particolare, l’ordinanza del Tar, accogliendo le tesi del legale della società Kaikko srl, e “ritenuta la sussistenza del fumus di fondatezza” del suo ricorso, ha sospeso l’efficacia degli atti del Comune, stabilendo di fatto che, anche in assenza del Piano delle coste, è possibile rilasciare concessioni demaniali, istruendo le singole domande e senza le procedure competitive annunciate dall’amministrazione. Il Tar ha anche condiviso le ragioni d’urgenza manifestate in giudizio dalla società, evidenziando le “ovvie ricadute negative, anche in termini economici, derivanti dall’impossibilità di programmazione di adeguati investimenti, in presenza di situazione di incertezza derivante dal congelamento sine die delle istanze del tipo di quelle in esame”. Secondo l’avvocato Gaballo la decisione sull’istanza cautelativa del Tar di Lecce riveste una particolare importanza, “in quanto blocca la procedura che l’amministrazione aveva intrapreso sul Piano comunale delle coste e sulle pratiche di concessioni demaniali”. Al giudizio di merito di marzo il responso definitivo. 

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