Nardò

Lidi su litorale senza nuovi bandi di gara. Il Tar sblocca l’iter per tre concessioni

Pubblicate tre sentenze favorevoli agli imprenditori che avevano impugnato il provvedimento di revoca del Comune di Nardò dell’istruttoria delle domande di concessione per tre stabilimenti in attesa di bandi di gara. Gaballo: “Ribadita la possibilità di procedere ad istruire subito i progetti”

NARDO’ – Il lungo contenzioso sulle domande di concessione demaniale per nuovi stabilimenti sul litorale di Nardò, senza attendere l’esito di bandi di gara e l’approvazione definitiva del Piano comunale delle coste. Dopo la pubblicazione di tre sentenze di merito del Tar di Lecce, che dopo la sospensiva di fatto accolgono i ricorsi di alcuni imprenditori balneari, potrebbe ora sbloccarsi l’iter per l’apertura di tre nuovo lidi per la prossima stagione estiva lungo il litorale di Santa Maria al Bagno.  E’ accaduto infatti che, anche recentemente, numerosi imprenditori hanno presentato richieste di concessioni demaniali per realizzare stabilimenti balneari lungo la costa del Comune di Nardò, da tempo priva di tali strutture.

Ma gli stessi proponenti avevano dovuto fare i conti con la decisione già assunta nell’ottobre del 2014 dell’amministrazione comunale di posticipare il rilascio delle autorizzazioni e tale orientamento di fatto bloccava l’esame e l’istruttoria diretta per il rilascio delle concessioni e rimandava il tutto alla comparazione delle domande dei richiedenti in seguito alla pubblicazione del relativo bando di gara. Da qui si sono susseguiti una serie di ricorsi ed impugnazioni e la rivendicazione del Comune di proseguire nel rilascio di eventuali concessioni solo in seguito alla procedura di gara pubblica sospendendo l’istruttoria delle domande già pervenute.   

I giudici amministrativi già nei mesi scorsi avevano accolto le richieste di sospensiva e i ricorsi presentati dai privati con il proprio legale, l’avvocato Paolo Gaballo, stabilendo come evidenzia lo stesso legale che “le concessioni non dovevano essere rilasciate attraverso dei bandi, ma in base alla procedura prevista dall’art.18 del regolamento di esecuzione del Codice della Navigazione, che garantiva ugualmente la concorrenza tra i vari aspiranti e la pubblicità delle loro domande traverso la pubblicazione della domanda (il cosiddetto “rende noto”), il termine per presentare domande concorrenti, e la valutazione delle domande concorrenti”. Dando seguito alle indicazioni delle sentenze amministrative il dirigente del settore urbanistica del Comune procedeva alla pubblicazione dei “rende noto” relativi alle domande di concessione demaniale assegnando il termine di 45 giorni per presentare domande concorrenti a coloro che aspiravano alle concessioni. Con una nuova determinazione dirigenziale del giugno scorso però l’iter istruttorio subiva un nuovo blocco con il Comune che decideva di ritirare i “rende noto” e annunciava che avrebbe rilasciato le nuove concessioni sempre ricorrendo a bandi di gara richiamando le procedure previste dalla nuova legge regionale in materia di demanio marittimo, tutela ed uso della costa.    
  
Come evidenziato dall’avvocato Gaballo il Tar di Lecce, esprimendosi anche su tale orientamento del Comune, sospendeva la decisione e stabiliva che le domande delle società dovevano essere ugualmente istruite, affinché potessero “espletare in tempi rapidi l’attività per la quale la concessione demaniale è stata richiesta”. Ciò nonostante, gli uffici comunali, con una seconda determinazione, decidevano di ritirare i “rende noto” e di pubblicare i relativi bandi di gara. E anche questa seconda determinazione, rammenta il legale Gaballo, è stata sospesa dal Tar che ha fissato l’udienza di merito nel 2016.

Ora il lungo travaglio giudiziario si arricchisce delle tre sentenze di merito con le quali il Tar, accogliendo gli originari ricorsi degli imprenditori, ha annullato la prima determinazione di ritiro dei “rende noto”, ritenendola in violazione dei principi e delle motivazioni sottese al potere di autotutela, atteso che, come si legge nelle sentenze, “l’emanazione del rende noto era conseguita ad una pronuncia di questo Tribunale che aveva affermato la possibilità per il Comune di decidere sull’istanza del ricorrente non necessariamente tramite gara, ma anche sulla base del procedimento delineato dal regolamento di esecuzione del codice navigazione, normativa vigente al momento della presentazione della domanda e idonea a garantire la comparazione delle domande formulate dai più aspiranti e la concorrenza tra operatori”. Le tre sentenze, come evidenzia in conclusione l’avvocato Gaballo, incidono anche sulla seconda determinazione di ritiro dei rende noto, che il Tar ha ritenuto “emessa dal Comune non in forza di un’autonoma rivalutazione dei fatti sottesi al provvedimento, ma solo per dare esecuzione all’ordinanza cautelare di sospensione della precedente determinazione”.

Per effetto di queste decisioni, dovrebbe quindi essere sbloccato l’iter per il rilascio delle tre concessioni in questione lungo il litorale neretino. Secondo la lettura del legale dei ricorrenti infatti, senza attendere la conclusione dei bandi, gli uffici dovranno solo istruire il progetto presentato da due società che non hanno avuto domande concorrenti. Per l’altro sito, dovranno invece effettuare la comparazione valutando poche domande concorrenti.

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