Nardò

Luci al cimitero, il Tar “spegne” la ditta: confermata la revoca del Comune

Nuova ordinanza sul contenzioso per l’illuminazione votiva a Nardò. Respinte le impugnazioni del gestore privato. “Giusta la strada”

NARDO’ – Il lungo braccio di ferro tra l’amministrazione di Nardò e la ditta privata Borgia che gestisce il servizio di illuminazione votiva nel cimitero segna una svolta in favore del Comune. Per il Tar di Lecce infatti la revoca del servizio alla ditta in questione, decisa l’estate  scorsa dalla giunta comunale retta dal sindaco Pippi Mellone, può ritenersi giustificata e per questo è stata respinta la richiesta di sospensiva presentate dai ricorrenti. La consulenza tecnica disposto dai giudici amministrativi già nel mese di settembre, per verificare la sussistenza delle inadempienze contestate dal Comune al gestore del servizio di illuminazione votiva nel cimitero, avrebbe quindi confermato la legittimità delle decisioni assunte dall’amministrazione comunale. Tale verifica sarebbe quindi alla base della nuova ordinanza dei giudici amministrativi della seconda sezione del Tar di Lecce depositata oggi con la quale è stata respinta la richiesta di sospensiva dei provvedimenti con cui il Comune aveva stabilito di revocare alla ditta Borgia. In particolare, il Tar, si legge nell’ordinanza, ritiene che il Comune “abbia legittimamente utilizzato lo strumento della revoca sanzionatoria previsto dalla convenzione sottoscritta con la ditta, alla luce delle risultanze della verificazione che lo stesso Tar aveva disposto” sottolineano da Palazzo Personé.

Per ricostruire la vicenda bisogna fare un passo indietro di qualche mese. I fatti. La ditta Borgia, com’è noto, gestisce il servizio di illuminazione votiva del cimitero di Nardò da alcuni anni. Lo scorso mese di luglio il dirigente dell’ufficio comunale competente, Cosimo Pellegrino, e il sindaco Mellone, coadiuvati da un consulente tecnico esterno, avendo rilevato una serie di inadempimenti della ditta (si contestavano in particolare alcune carenze di manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti di illuminazione votiva), diffidavano la ditta concessionaria a porre rimedio. Un provvedimento che la ditta privata riteneva del tutto ingiustificato tanto da impugnarlo dinnanzi alla giustizia amministrativa chiedendo di sospendere inaudita altera parte l’efficacia delle diffide. Ma già in quell’occasione il Tar, accogliendo le tesi difensive del legale incaricato del Comune, l’avvocato Paolo Gaballo, respingeva l’istanza cautelare della ditta. Il contenzioso è andato avanti in quanto l’amministrazione comunale ravvisando che la ditta non ha poi provveduto ad eliminare le carenze e gli inadempimenti già contestati in precedenza ha deciso, con una delibera di giunta, di dare corso alla revoca della convenzione. Anche su questa nuova e drastica decisione la ditta Borgia ha inteso chiedere l’intervento dei giudici amministrativi richiedendo, previa sospensiva, l’annullamento della revoca disposta dal Comune.

Il Tar aveva respinto, per la seconda volta, la nuova istanza di misure cautelari monocratiche avanzate dalla ditta, ma lo scorso mese di settembre decideva di nominare un “verificatore”, ovvero un tecnico di sua fiducia, che potesse accertare se gli inadempimenti contestati dal Comune fossero reali o  meno, rinviando ogni decisione all’udienza che si è celebrata nella giornata di ieri e che ha poi portato all’ordinanza pubblicata questa mattina favorevole alle tesi dell’amministrazione comunale. Sulla scorta del nuovo pronunciamento, ma sempre in attesa dell’udienza di merito del 17 gennaio del nuovo anno, la ditta Borgia non dovrà per ora più proseguire nel servizio relativo all’illuminazione votiva e l’amministrazione comunale ha già chiarito che verranno riviste anche le modalità e quote relative al pagamento del canone per i cittadini fissato sulle 24 euro annuali.  “Avevamo ragione a percorrere con determinazione la strada della revoca” ha commentato il sindaco Pippi Mellone, “considerate le numerose inadempienze della ditta Borgia che la verificazione disposta dal Tar ha confermato. Alla luce di questa decisione e dell’efficacia della determina di revoca del servizio finora affidato alla ditta, invito i cittadini a non pagare il canone di 24 euro, che non è più dovuto alla ditta in questione, e di aspettare le imminenti risoluzioni del Comune su questa materia”. Una battaglia quella sulla revisione del servizio di illuminazione votiva del cimitero che Mellone e il suo movimento di riferimento di Andare Oltre avevano già intrapreso da alcuni anni e fin da quando l’attuale sindaco sedeva nell’assise comunale in veste di consigliere di opposizione.

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