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Luci al cimitero di Nardò. Il Consiglio di Stato “spegne” la richiesta di sospensiva

Un nuovo capitolo del lungo contenzioso sull’illuminazione votiva. In attesa del merito resta confermato l’affidamento alla Ariete srl

NARDO’ – Nuovo punto a favore dell’amministrazione comunale di Nardò nel lungo braccio di ferro intercorso con la ditta privata Borgia che per decenni ha gestito il servizio di illuminazione votiva nel cimitero. I giudici della V sezione del Consiglio di Stato hanno infatti respinto l’istanza cautelare avanzata dalla società che aveva chiesto, in prima battuta, la sospensiva della sentenza con cui il Tar di Lecce nei mesi scorsi aveva stabilito che la risoluzione del contratto con la ditta, decisa nell’estate 2017 dalla giunta comunale e decretata dal dirigente al ramo, era legittima e giustificata.

Per il tribunale amministrativo infatti la revoca del servizio alla ditta in questione poteva ritenersi legittima e  giustificata e per questo, dopo la sospensiva e il giudizio di merito del 17 gennaio scorso, era stato respinto nel merito il relativo ricorso e i motivi aggiunti presentati dalla società per l’annullamento degli atti amministrativi con cui il Comune aveva deciso di risolvere il contratto per la gestione del servizio di illuminazione votiva. Decisione del Tar che era stata per l’appunto impugnata con un appello al Consiglio di stato che nella seduta di ieri si è espresso sulla richiesta di sospensiva, che non è stata accolta. Il servizio dunque resta ancora affidato al nuovo concessionario scelto, dopo 27 anni, dal Comune: l’amministrazione comunale infatti ha affidato la gestione delle lampade votive alla società Ariete srl (già affidataria dei servizi cimiteriali di tumulazione, estumulazione) per un importo di 38.500 euro. Stabilendo, come per legge, i nuovi costi a carico dei cittadini per l’esercizio 2019, cioè il canone annuo di 13 euro e il costo di allaccio-distacco di 5 euro.    

Il Comune di Nardò dando esecuzione alla sentenza del Tar, nell’aprile scorso, aveva  ripreso in consegna il servizio affidandone la gestione alla società Ariete srl, che ha provveduto ad eseguire i lavori di manutenzione al fine di rendere l’impiantistica funzionante, efficiente e dotata delle necessarie garanzie di sicurezza. La ditta Borgia appellava la sentenza del Tar, chiedendone una sospensione inaudita altera parte, che però non veniva concessa dal Consiglio di Stato. Nella giornata di ieri, i giudici della V sezione del Consiglio di Stato (presidente Carlo Saltelli, relatore Federico Di Matteo), accogliendo le tesi difensive del legale del Comune, Paolo Gaballo, hanno respinto anche l’istanza cautelare collegiale avanzata dalla ditta Borgia, non ritenendo sussistenti le esigenze cautelari prospettate dai legali della stessa ditta esclusa, in ragione del fatto “che il Comune ha già preso in consegna l’impianto e i locali oggetto di concessione e che il servizio è attualmente svolto dalla società Ariete, onde è opportuno, fino alla decisione di merito, evitare l’interruzione del servizio pubblico”. Con seguente dispositivo di sentenza il Consiglio di Stato ha fissato l’udienza di merito a gennaio del 2019.

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